Expo, esperto: l’allergia è prezzo che paghiamo per una migliore qualità della vita

L’aumento degli allergici “si registra soprattutto nei Paesi più ricchi, con un alto reddito pro capite”

“L’allergia e’ un prezzo che paghiamo al miglioramento della qualita’ della vita”. E’ “il paradosso dell’abbondanza” riassunto dal professor Giovanni Passalacqua, dell’Universita’ di Genova, al convegno “AllergEat. L’allergia tra le malattie non trasmissibili” promosso dall’ospedale pediatrico Bambino Gesu’ all’Expo di Milano. Il prezzo viene pagato soprattutto per ‘colpa’ del cibo, dell’igiene e dalla mancanza di infezioni. “A differenza di quanto sembrava – ha spiegato Passalacqua – l’inquinamento non e’ cosi’ importante. Incidono altri fattori: gli alimenti troppo manipolati e raffinati, l’eccessiva cura della pulizia, il minor contatto con ambienti naturali e con le infezioni fanno si’ che il sistema immunitario sia meno stimolato a produrre gli anticorpi contro le allergie”. L’aumento degli allergici, e’ stato spiegato, “si registra soprattutto nei Paesi piu’ ricchi, con un alto reddito pro capite, negli strati piu’ elevati della popolazione, tra quelli piu’ colti, nelle famiglie con meno figli. Nel Regno Unito e in Australia la percentuale degli allergici e’ del 30%. In Italia e’ del 10%. In Indonesia e in Albania non supera il 4%”. “Gli studi piu’ recenti – ha aggiunto Alessandro Fiocchi, responsabile di allergologia del Bambino Gesu’ – evidenziano come la malattia allergica tragga origine durante la gravidanza e lo svezzamento. Le popolazioni meno abbienti somministrano alimenti solidi prima di quanto non si faccia nel mondo sviluppato, dove, per lunghi periodi, l’alimentazione e’ basata su latte artificiale”. “Le malattie allergiche sono in crescita nei Paesi in via di sviluppo: – ha spiegato la studiosa keniana Rose Kamenwa – la globalizzazione sta portando anche a una maggiore vulnerabilita'”. C’e’ poi la questione immigrazione: “Cambiando nazione – ha detto Carlo Lombardi, dell’Universita’ di Brescia – o passando da contesti rurali a contesti urbanizzati aumenta la probabilita’ di sviluppare le allergie del nuovo ambiente”. “Nei Paesi con grande sperequazione tra ricchi e poveri c’e’ una maggiore probabilita’ di sviluppare allergie, in particolare l’asma – ha concluso Fiocchi -. Le tensioni sociali provocano stress, che e’ un facilitatore di allergie”.