Fave fresche: alla scoperta delle loro grandiose virtù benefiche

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Sono assolutamente sconsigliate a chi soffre di favismo

Le fave fresche o novelle sono i semi racchiusi nei baccelli della pianta Vicia Faba, appartenente alla famiglia delle Fabaceae, più in generale delle Leguminose, come ceci, lenticchie e fagioli. Esse hanno ottime proprietà nutrienti: contengono una buona dose di proteine e fibre alimentari: quelle insolubili regolarizzano il transito intestinale, mentre quelle solubili regolano i livelli di colesterolo nel sangue. Anche le saponine hanno un effetto ipocolesterolemizzante.

FAVE  FRESCHELe fave, inoltre, sono ricche di ferro, prezioso per chi è a rischio anemia e di vitamina C che ne facilita l’assorbimento; sono una buona fonte di acido folico, proteggono dal tumore al colon grazie alle lectine, supportano la salute cardiovascolare, aiutano a controllare i livelli di glucosio. Contengono manganese, minerale che sostiene la funzionalità del sistema nervoso, endocrino e immunitario; potassio, elettrolita importante che regola i fluidi corporei all’interno delle cellule, aiutando a contrastare gli effetti negativi degli eccessi di sodio, proteggendo il cuore e abbassando la pressione sanguigna.

FAVE FRESCHE COPLe fave, inoltre, contengono vitamina B12, essenziale per la sintesi del DNA e per la corretta divisione cellulare; vitamina B1, importante per il sistema nervoso, vitamina A, utile per il mantenimento di una cute sana e luminosa. Sono diuretiche, benefiche per i reni e per l’apparato urinario, vantano pochissime calorie (quelle fresche crude solo 55 calorie ogni 100 grammi di prodotto; quelle fresche cotte solo 49 ogni 100 grammi di prodotto) per cui sono preziose per il controllo del peso, contengono un aminoacido chiamato Levo-dopa, precursore della dopamina, che è il componente principale di alcuni potenti farmaci usati nel trattamento del Parkinson (es. Madopar e Sinemet).

FAVE FRESCHE 1Le fave sono assolutamente sconsigliate a chi soffre di favismo, una malattia genetica ereditaria causata dal deficit dell’enzima glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD) che, in condizioni normali. è presente nei globuli rossi ed è determinante per lo svolgimento delle loro funzioni, oltre che per la loro stessa sopravvivenza. Consigli per l’acquisto: il baccello deve essere lucido, senza macchie e turgido, tanto da schioccare quando si spezza, segno della sua freschezza. Le fave sono ottime crude, come gustoso ingrediente delle insalate, o insieme al pecorino, come vuole la tradizione romana; ma anche nelle minestre o insieme al salame o alla pancetta. Si conservano in frigo 2-3 giorni al massimo, meglio se ancora nel loro baccello.