I risultati di questo lavoro sono pubblicati oggi sulla prestigiosa rivista internazionale “Nature”
Lhc è appena ripartito e già i ricercatori della più grande macchina per la scienza mai costruita dall’uomo hanno annunciato di aver osservato un evento rarissimo che conferma il Modello Standard sulle regole della natura. Evento, basato su dati raccolti nel 2011 e nel 2012, che pone dei nuovi limiti alla Supersimmetria. Cms e LHCb, due dei quattro imponenti rivelatori del Large Hadron Collider (Lhc), il superacceleratore del Cern di Ginevra, cui l’Italia collabora con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), sono riusciti a individuare un rarissimo decadimento del mesone B_s, con una significatività statistica di oltre sei deviazioni standard. Fuori dal gergo scientifico, questo significa che gli scienziati sono proprio sicuri di aver osservato il fenomeno. Il processo, infatti, era già stato misurato in passato, sia da Cms sia da LHCb, ma con una minore significatività statistica. Adesso, grazie a un’analisi combinata dei loro dati, le due collaborazioni sono riuscite a superare, appunto, “la soglia delle sei deviazioni standard e a poter affermare con certezza l’osservazione del raro decadimento”. I risultati di questo lavoro sono pubblicati oggi sulla prestigiosa rivista internazionale “Nature”. “Il risultato ottenuto è molto importante, e conferma ancora una volta le predizioni del Modello Standard” commenta Fabrizio Palla, ricercatore della Sezione Infn di Pisa e responsabile italiano dell’analisi pubblicata. “Adesso, che Lhc è ripartito e tra qualche settimana inizierà a lavorare al doppio dell’energia precedente, l’obiettivo si sposta nel migliorare la misura del decadimento, grazie ai nuovi dati che collezioneremo, con la speranza di poter testare ulteriormente le teorie che predicono estensioni del Modello Standard”.


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