Forte ondata di calore tra Egitto, Palestina e Israele, picchi di +47°C: tutta colpa del “Khamsin”

Una fortissima ondata di calore si è abbattuta fra Egitto, Palestina e Israele, registrate picchi di oltre +47°C

Una forte onda mobile di calore, dal deserto egiziano, in queste ore sta duramente colpendo l’Egitto, la Palestina e Israele, dove vengono misurate temperature molto elevate, superiori ai +45°C +46°C. Il caldo sta divenendo veramente molto intenso soprattutto in Israele, dove localmente i termometri si sono spinti oltre i +45°C. In alcuni quartieri di Tel Aviv la massima odierna ha varcato i +45°C. Ad esempio su Ben Shemen la massima giornaliera è stata di ben +45.3°C. Ma se in Israele e nei vicini territori palestinesi la colonnina di mercurio ha varcato i +45°C all’ombra, in Egitto si è andati anche oltre i +46°C +47°C.

waiting-for-the-sun-toFra le temperature massime più elevate registriamo i +46.6°C di Dakela e i +46.4°C di Kharga. Notevoli pure i +46.2°C di Farafra, registrati nel cuore del deserto bianco egiziano e i +45.9°C di El Arish. Ma valori di oltre +45°C +46°C si sono registrati anche in diverse stazioni attorno l’area urbano della capitale Il Cairo, dove molte persone hanno avvertito dei malori a seguito delle temperature particolarmente elevate. In alcune località del mar Rosso l’improvviso ingresso delle brezze ha impedito ai termometri di potersi spingere oltre i +43°C +44°C. Significativo è il caso di Port Said che alle 02:00 PM (ora locale), con il debole vento da Sud, aveva sfondato la soglia dei +43°C. Poco prima delle 03:00 PM però con l’ingresso della brezza dal mar Rosso la temperature è crollata a +30°C, mentre l’umidità è salita fino al 62 %.

dasht_e_kavir__desert__iranQuesta intensa onda di calore, proveniente dagli ormai “arroventati” deserti dell’Egitto centrale, si è sviluppata lungo il bordo più orientale della vasta saccatura presente fra il bacino centrale del Mediterraneo e l’Europa orientale. La ventilazione dai quadranti meridionali, presente sul lato orientale della suddetta saccatura, ha attivato il “Khamsin”, un vento piuttosto caldo, secco e polveroso che periodicamente soffia sull’Egitto e sul bacino orientale del mar Mediterraneo, con risentimenti fino alle coste dell’Asia minore, fra Palestina, Israele e Libano. Questo vento quando si attiva trasporta l’aria calda e molto secca che si origina sopra le vaste distese desertiche del Sahara orientale fin verso le coste egiziane, determinando delle brusce impennate termiche nel giro di pochi minuti. Il nome deriva dall’arabo “khamsun” o “Hamsin“, che significa cinquanta.

Mitribah-in-KuwaitDifatti spira per almeno cinquanta giorni l’anno. Questo vento solitamente spira da Sud o da Sud-est, anche se la direzione tipica è proprio quella da S-SE. Il “khamsin” può essere definito, visto l’origine e le dinamiche bariche che ne causano l’attivazione, un cugino del nostro scirocco. Solo che a differenza di quest’ultimo, originandosi sopra i torridi deserti egiziani, va ad investire l’intera area del Mediterraneo orientale e del mar di Levante, fino alle coste meridionali della Turchia, con risentimenti fin sul Libano, la Siria, lo stato di Israele e la Palestina. Provenendo dai deserti dell’Egitto esso trasporta masse d’aria piuttosto calde, d’estrazione sub-tropicale continentale sahariana, che causano bruschi aumenti termici fin sulle aree costiere dell’Egitto e della penisola del Sinai.

egitto cairoPoco dopo la sua instaurazione la colonnina di mercurio può subire un balzo dell’ordine dei +10°C +12°C, specie nelle coste, dove l’afflusso caldo da Sud e S-SE tende ad inibire l’azione delle brezze mitigatrici provenienti dal mare. In determinate occasioni (non in questa ovviamente) può divenire anche piuttosto burrascoso ed impetuoso, con raffiche di oltre i 70-80 km/h, sollevando dai deserti egiziani un ingente quantitativo di polvere e pulviscolo desertico che determinano intensi “Haboob” (tempeste di sabbia) che possono arrivare a sconfinare fin sull’area della capitale Il Cairo e sulle coste egiziane, causando drastiche riduzioni della visibilità orizzontale, mentre l‘aria viene resa opprimente sia dal gran caldo che dalla polvere diffusa nell’atmosfera.

egitto_-_la_valle_dei_reIl “khamsin” che interessa l’Egitto, le coste meridionali della Turchia e tutto il bacino orientale del Mediterraneo soffia quasi sempre con una direzione da SE o da Sud. Per la sua attivazione occorre la presenza di una profonda circolazione depressionaria che dal mar di Creta tende a muoversi in direzione del Mediterraneo orientale, collocandosi poco a sud delle coste della Turchia meridionale. Il “Khamsin” si accompagna sempre davanti (lungo il bordo orientale, nel settore caldo pre-frontale) alle profonde depressioni che dal Mediterraneo centro-orientale tendono a muoversi verso est o est-nord/est, mentre un promontorio anticiclonico sub-tropicale di blocco si localizza poco più ad est, in prossimità delle coste dell’Asia minore.

LaPresse/XinHua
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Il “gradiente barico orizzontale” che si viene a determinare fra le opposte figure bariche attiva il flusso del “Khamsin” che dall’entroterra interno del deserto egiziano si propaga molto rapidamente verso il Mediterraneo orientale, precedendo anche importanti fasi di maltempo, in attesa dell‘avanzata del fronte freddo e delle linee di instabilità a suo seguito. Già da domani in Egitto le temperature sono destinate a diminuire per l’ingresso di correnti più temperate da Ovest, mentre questa intensa si sposterà verso est, in direzione dell’Arabia Saudita, della Giordania e delle aree più interne del deserto Siriaco, dove il caldo diverrà particolarmente intenso, con valori di oltre i +40°C +42°C in numerose località.