Legambiente denuncia “non si sarebbe trattato dunque di un evento riconducibile esclusivamente a cause naturali ed eccezionali, come si e’ cercato da piu’ parti di far credere, ma di un disastro provocato ed annunciato”
Legambiente Calabria si costituira’ parte civile nell’eventuale processo per i responsabili della frana di Maierato. Lo rende noto l’associazione ambientalista in un comunicato. “Legambiente, che gia’ a suo tempo aveva notificato la richiesta di essere riconosciuta parte offesa a tutela degli interessi collettivi nell’eventuale processo – e’ scritto nel comunicato – riproporra’ ora la richiesta in un contesto diventato, a fronte delle nuove acquisizioni d’indagine, ancora piu’ allarmante. La svolta clamorosa che ha avuto l’inchiesta aprirebbe uno squarcio inquietante su una vicenda emblematica di dissesto idrogeomorfologico che Legambiente ha seguito con continuita’ fin dall’inizio, anche attraverso puntuali dossier di carattere nazionale”. “Alla luce di quanto emerso – sostiene Nuccio Barilla’, della segreteria nazionale di Legambiente – non si sarebbe trattato dunque di un evento riconducibile esclusivamente a cause naturali ed eccezionali, come si e’ cercato da piu’ parti di far credere, ma di un disastro provocato ed annunciato dovuto a scriteriati e colposi interventi che chiamerebbero in causa precise responsabilita’ d’imprenditori e pubblici funzionari. Si tratterebbe, dell’ennesima conferma di uno schema non piu’ tollerabile che connota tanti reati ambientali compresi quelli di cui, proprio oggi, il Parlamento decide l’introduzione nel codice penale”. “Legambiente Calabria – sottolinea il presidente regionale Francesco Falcone – da anni denuncia le conseguenze di una gestione sbagliata del nostro territorio e la scarsa considerazione delle aree considerate ad elevato rischio idrogeologico che, non solo non sono piu’ in grado di ricevere precipitazioni intense, ma vengono indebolite ed esposte ulteriormente da cattiva manutenzione e da interventi irresponsabili. L’occasione e’ utile – conclude Falcone – per tornare a sottolineare come nonostante i 15 milioni di euro impegnati per interventi di protezione civile dopo la colata di fango, il luogo dove si verifico’ l’enorme frana resta ancora una enorme ‘ferita aperta’. Da qui la nostra richiesta di interventi non emergenziali, ma urgenti e adeguati”.


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