Incendio a Fiumicino: tra caos e verifiche lo scalo verso la normalità

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Molti varchi del Terminal 3 sono stati riaperti, entro sette giorni si dovrebbe tornare alla “completa operatività”

L’aeroporto di Fiumicino tenta di tornare alla normalità. Dopo il violento incendio che ha distrutto buona parte dell’area commerciale del Terminal 3, da questa mattina la metà dei voli è operativa anche se più di duecento aerei sono rimasti a terra. Molti varchi del Terminal sono stati riaperti e, stando a quanto ha annunciato Aeroporti di Roma (Adr), entro sette giorni si dovrebbe tornare alla “completa operatività”. Ancora lunghe file ai chek-in, ancora caos e passeggeri stremati e spaesati. Intanto vigili del fuoco e Polaria sono al lavoro per nuove verifiche e per far luce sulle cause dell’incidente.

LaPresse/Vincenzo Livieri
LaPresse/Vincenzo Livieri

IL TERMINAL 3. La scena che si presenta il giorno dopo al Terminal 3 è quella della devastazione. Nel rogo sono andati distrutti circa 700 metri quadrati di area commerciale e una quarantina di negozi. Ma nella hall partenze sono tornati operativi l’80 per cento dei banchi per il chek-in e stando a quanto ha annunciato Adr l’area imbarchi sarà interamente operativa entro sette giorni. Entro oggi, garantisce Vito Riggio, presidente Enac, torneranno attivi 16 varchi appena concluse le procedure di pulizia.
IL RESTO DELL’AEROPORTO. La mancata operatività del T3 fa ancora sentire le proprie ripercussioni sugli altri terminal. E’ il T1 ad assorbire la maggior parte dei voli e dei passeggeri che qui da ieri pomeriggio stanno facendo il controllo documenti. Oggi partirà solo la metà dei voli e Adr invita tutti i passeggeri a contattare la propria compagnia 4 ore prima della partenza. Molte le persone che hanno trascorso la notte negli alberghi della zona intorno alla scalo, ma anche tante che hanno preferito passarla in aeroporto.
INVESTIGATORI AL LAVORO. Gli agenti della Polaria con i vigili del fuoco sono ancora al lavoro da un lato per continuare a individuare le cause esatte dell’incendio e la sua origine, dall’altra, sul campo, per proseguire con la bonifica e raccogliere dati utili all’inchiesta. Ieri proprio il dirigente della polizia di frontiera di Fiumicino, Antonio Del Greco, ha affermato che sono in corso verifiche sulle parole di una testimone che ha raccontato di aver visto “scaturire le fiamme dietro un vano frigo della zona commerciale”. Intanto i vigili continuano anche le verifiche sui locali danneggiati e inagibili. Sono in corso accertamenti tecnici per valutare eventuali danni strutturali.
IMPIANTO ELETTRICO SOTTO ACCUSA. L’impianto elettrico sotto accusa. La pista più accreditata da chi indaga sul rogo è quella del corto circuito. Stando a una testimone oculare, una 25enne dipendente di uno dei negozi distrutti, le fiamme si sarebbero sprigionate da un vano dietro il frigorifero. In pochissimi minuti il fuoco è diventato altissimo. Troppo vigore e velocità in poco tempo, ecco perché gli investigatori stanno cercando di capire l’esatta dinamica degli avvenimenti. Da quanto si apprende finora, il sistema antincendio ha funzionato correttamente ma chi indaga dovrà anche comprendere perché le fiamme si siano propagate così in fretta e quale sia stato il materiale che ha dato così forza al fuoco, tanto da trasformare in poco tempo il Terminal in un inferno. Da quanto si apprende sono le controsoffittature la parte più danneggiata. Dentro queste corrono cavi elettrici. Quindi l’incendio, che potrebbe aver ‘covato’ per ore, si sarebbe incanalato all’interno dei controsoffitti, sprigionadosi poi con fiamme altissime. Il nucleo investigativo dei vigili del fuoco sta verificando anche oggi i dispositivi di sicurezza e le condizioni di tutti gli impianti elettrici. Nelle prossime ore sarà pronta l’informativa della polizia giudiziaria che verrà sottoposta all’attenzione della procura di Civitavecchia che ha aperto un’inchiesta contro ignori per incendio colposo.
SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA. I sindacati cercano risposte ed esprimono “solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici che stanno facendo uno sforzo straordinario per gestire l’emergenza operativa causata dall’incendio che ha devastato il Terminal 3”. Per Confsal dei vigili del fuoco “se all’interno del Terminal 3 di Fiumicino, così come in tutti gli altri aeroporti, ci fosse un servizio di vigilanza teso a garantire la sicurezza dei viaggiatori non si sarebbero verificati o potevano essere contenuti i danni e i disagi registrati”. Per l’Usb, invece, “ciò che lascia più sorpresi è il fatto che un incidente del genere sia accaduto non solo in uno dei maggiori siti produttivi, ma anche in uno dei luoghi più sorvegliati d’Italia, dove più presenti dovrebbero essere i sistemi di prevenzione e più stringenti i controlli da parte delle autorità. Viene da chiedersi cosa sarebbe potuto accadere se le fiamme fossero divampate nell’ora di maggior traffico invece che nel momento di minore affluenza”.