L’Isola delle bambole, uno dei luoghi più terrificanti del pianeta [FOTO]

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Ci sono posti, sulla terra, circondati da un fitto alone di mistero.. luoghi sconvolgenti, inquietanti, al limite tra realtà e allucinazione. Tra questi, la Isla de las munecas, l’Isola delle bambole, in Messico. Sul finire degli anni 50, un eremita messicano, strano, creativo, a suo modo geniale, sociopatico e coltissimo, Julian Santana Barrera, decise di abbandonare moglie e figlia per trasferirsi su un isolotto lagunoso, deserto, situato nel distretto messicano di Xochimilco, non molto distante da Città del Messico.

ISOLA BAMBOLE COPL’uomo raccontava di essere perseguitato dallo spirito di una bambina, trovata annegata, oltre 30 anni prima, abbracciata alla sua bambola, in uno dei canali dell’isola. Per dar sollievo all’anima della bimba, convinto che essa non avesse mai, in realtà, abbandonato l’isola, decise di costruire un vero e proprio “museo dell’orrore” a cielo aperto, assolutamente sconsigliato a chi soffre di pediofobia, appendendo innumerevoli bambole, recuperate dalle discariche o barattate in cambio di frutta e verdura da lui prodotta e venduta nei mercati, ai rami degli alberi che oscillano, ancora oggi, inquietanti, corrose dagli agenti atmosferici e dal tempo che ha deturpato i loro volti, decapitandole, lasciandole senza occhi, senza capelli, con gli sguardi tristi e le posizioni innaturali, quasi come se fossero possedute dal demonio, sfigurandone i lineamenti.

ISOLA BAMBOLEL’Isola delle bambole si trova tra i canali e le chinampas, sul lago Teshuil, a circa 28 km a sud di Città del Messico e per arrivarci, date le caratteristiche impervie del luogo, è necessario salire a bordo della trajinera. Si tratta di uno dei luoghi più spaventosi del mondo, scoperto nel 1990, durante una campagna di bonifica governativa delle acque dall’eccessiva presenza di ninfee ed erbacce. Ma perché Julian appese tutte quelle bambole sull’isola? Secondo alcuni perché, col tempo, impazzì completamente, secondo i suoi familiari perché semplicemente voleva rendere felice lo spirito della bambina annegata, tenendo lontano il male da quel posto.

ISOLA BAMBOLE 4Il cugino di Barrera, Anastasio, afferma che la mattina della sua morte, avvenuta il 17 aprile 2001, Julian Santana si era recato a pesca nel torrente maledetto, dove aveva trovato la morte la bambina, non riuscendo a tenere a bada le voci che lo invitavano a seguirle da qualche parte… voci che lo avevano ossessionato per anni sin dal 1950, anno in cui aveva messo piede sull’isola. Quando Anastasio raggiunse suo cugino al torrente lo trovò morto. In molti credono che sia stata opera delle bambole, possedute da spiriti maligni intenzionati ad uccidere definitivamente l’uomo. Secondo altri, si è trattato di un incidente o forse Julian morì semplicemente di vecchiaia, a 86 anni. Da quella tragica data, ogni giorno l’Isla de las munecas è frequentata da messicani e da turisti curiosi e Anastasio fa pagare 10 pesos per la visita, 60 centesimi di euro.