Istat, ambiente: nelle città non aumentano i mezzi di trasporto ecologici

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L’Istat sottolinea che la mobilità urbana e il settore energetico sono “due componenti dell’ecosistema urbano in cui l’innovazione tecnologica produce i maggiori benefici nell’ampliare l’offerta e migliorare l’efficienza dei servizi”

Rispetto al 2012 non cresce nelle citta’ la dotazione di mezzi di trasporto ad alimentazione ecologica: nell’ultimo anno gli elettrici e/o ibridi sono in media il 2,6 per cento e quelli a metano e a Gpl rispettivamente l’8,5 e il 4,8 per cento del parco mezzi. Lo dice l’Istat nel suo rapporto annuale nel capitolo dedicato all’ambiente urbano. Nel complesso le performance in termini di eco-gestione dei servizi offerti ai cittadini appaiono migliori di quelle delle equivalenti azioni che le amministrazioni riservano alla gestione dei propri uffici e processi amministrativi. Nel primo caso si osserva l’eterogeneita’ geografica gia’ ravvisata nelle dimensioni precedenti. Nel secondo emergono positivamente le posizioni di Padova, Torino e Bologna e, intorno al valore medio delle grandi citta’, si collocano sette capoluoghi tra i quali anche il Mezzogiorno e’ ben rappresentato. Le ultime due dimensioni sono riferite alla qualificazione smart delle citta’, sia in termini di impiego di applicazioni tecnologiche innovative per la gestione delle reti infrastrutturali e dei sistemi informativi, sia nella proposizione di progetti di innovazione eco-sociale finalizzati alla promozione di comportamenti individuali e contesti di fruizione collettiva eco-sostenibili. L’Istat sottolinea che la mobilita’ urbana e il settore energetico sono “due componenti dell’ecosistema urbano in cui l’innovazione tecnologica produce i maggiori benefici nell’ampliare l’offerta e migliorare l’efficienza dei servizi”. In particolare nell’area della smart mobility e’ diffusa (e in crescita rispetto al 2012) la disponibilita’ di sistemi di infomobilita che permettono di raggiungere gli utenti della mobilita’ urbana in tempo reale quali: i pannelli stradali a messaggio variabile (presenti in 56 capoluoghi), i sistemi di pagamento elettronico della sosta (disponibili in 41 citta’), le applicazioni per dispositivi mobili (disponibili in 20 citta’), gli avvisi sul traffico via SMS (servizio attivo in otto capoluoghi inclusi Genova, Verona e Bologna).

ambiente naturaA supporto della migliore fruizione del trasporto pubblico le amministrazioni attivano servizi web interattivi, quali applicazioni di travel planner per il calcolo degli itinerari (disponibili nel 2013 in 27 citta’) o la possibilita’ di acquisto di titoli di viaggio on line (in 25), e hanno installato paline elettroniche alle fermate dei mezzi pubblici (fra i grandi comuni questa infrastruttura non e’ presente solo a Taranto, Palermo e Messina). Nell’area della smart energy nel 2013 circa il 30 per cento dei capoluoghi (soprattutto del Nord) ha installato punti di ricarica su strada per i veicoli elettrici e tutte le amministrazioni promuovono iniziative per il miglioramento dell’efficienza energetica dell’illuminazione pubblica: la dotazione di lampioni fotovoltaici e’ ancora marginale (0,7 per mille dei punti luce dei comuni), ma alcune realta’ locali stanno investendo su questa tecnologia (Venezia in particolare e’ passata in un anno da 0 a 505 punti luce fotovoltaici); i lampioni con lampade a LED (in media pari al 4,8 per cento dei punti luce delle citta’) crescono del 40 per cento in un anno, con le migliori performance a Cagliari dove coprono la totalita’ dell’illuminazione pubblica. Considerando le produzioni da fonti rinnovabili, 105 citta’ (incluse tutte le maggiori) sono proprietarie a vario titolo di impianti fotovoltaici, e un numero piu’ contenuto produce in proprio energia da impianti idroelettrici, geotermici ed eolici. Sempre tramite installazioni proprietarie le amministrazioni applicano un uso efficiente dell’energia utilizzando pannelli solari termici (78 citta’), pompe di calore ad alta efficienza (24 citta’) o impianti a biomasse o biogas (20 citta’). Cresce anche la volumetria degli edifici serviti da teleriscaldamento, una tipologia di impianto ad alta efficienza presente in 31 citta’ (assente nei capoluoghi del Mezzogiorno). In termini di utilizzo di applicazioni tecnologicamente innovative a vantaggio della qualita’ dell’ambiente e dei servizi ambientali, tutte le citta’ del Centro-nord mostrano buone performance, mentre nel Mezzogiorno si qualificano positivamente Catania e Bari. Infine, le amministrazioni sono impegnate nella proposizione di numerosi progetti di innovazione eco-sociale. Nel campo dei servizi eco-sistemici che possono essere garantiti dalle aree del verde urbano, molte citta’ (57) promuovono la diffusione degli orti urbani, una pratica che, oltre al valore ambientale, sociale e didattico, contribuisce a preservare dall’abbandono e dal degrado le aree verdi interstiziali tra le superfici edificate. Per limitare l’inquinamento luminoso, i lampioni con sistemi di luce orientata verso il basso e schermata sono il 56,1 per cento dei punti luce (+4,2 per cento in un anno): in 13 capoluoghi questa tipologia e’ estesa alla totalita’ dei punti luce (a Bari e Cagliari tra le grandi citta’). Ulteriori progetti eco-sociali, orientati a promuovere anche la sicurezza alimentare, riguardano le scelte di acquisto di alimenti biologici certificati per le mense delle scuole comunali (li effettuano 76 comuni). Infine, anche in questo campo sono numerose le iniziative nell’area della mobilita sostenibile: 63 citta’ hanno istituito Zone 30; 105 capoluoghi dispongono di una buona dotazione di piste ciclabili (superiore alla media, pari a 19 km ogni 100 km2); in 58 citta’ (prevalentemente del Centro-nord) e’ attivo un servizio di bike sharing; in 22 capoluoghi (anche in questo caso con forte concentrazione tra le citta’ del Nord) i cittadini possono utilizzare il car sarin. Queste due aree sono quindi quelle in cui si attivano maggiormente le leve della smartness urbana: l’innovazione tecnologica, soprattutto nel campo delle comunicazioni, offre la possibilita’ di migliorare l’efficacia dell’azione amministrativa e l’efficienza dei servizi, mentre l’innovazione eco-sociale consente di promuovere o assecondare lo sviluppo di nuove forme di socialita’ e di partecipazione. In termini di innovazione eco-sociale, alcune citta’ del Centro-sud (Firenze, Roma, Napoli e Palermo) mostrano buone performance superiori alla media nazionale, insieme ad alcune citta’ del Nord che emergono per buona applicazione di policy ambientali per il complesso delle dimensioni (Bologna, Torino e Genova). Nel rapporto Istat viene rilevato che dall’orientamento delle amministrazioni a una gestione sostenibile del territorio dipende la qualita’ dello sviluppo urbano. Tuttavia, se da un lato le politiche improntate all’innovazione e alla sostenibilita’ godono del piu’ ampio consenso sociale e possono contare sulla disponibilita’ di una ricca strumentazione di piano, dall’altro la congiuntura economica ha inasprito la competizione fra le diverse destinazioni della spesa pubblica, imponendo soprattutto agli enti locali, e tanto piu’ nelle aree urbane economicamente e socialmente piu’ fragili, un limite severo agli investimenti. La lettura aggregata dei dati mette a fuoco, in particolare, uno dei termini del problema: la debolezza delle grandi citta’ meridionali come motori dell’innovazione, ben illustrata dalla distanza fra la performance complessiva dei grandi comuni del Mezzogiorno e quella dei loro omologhi del Centro e del Nord nelle aree dell’innovazione tecnologica, dell’innovazione sociale e della trasparenza/partecipazione. Le differenze presenti anche nell’aerea della pianificazione e programmazione denunciano, inoltre, una diffusa difficolta’ delle citta’ meridionali ad assumere il ruolo di centri di sperimentazione e irradiazione di buone pratiche nelle politiche ambientali e nel governo del territorio. In termini di performance aggregata, il profilo delle grandi citta’ del Mezzogiorno non si discosta, se non in peggio (su quattro dei sei assi), da quello medio dei 116 comuni capoluogo. Nelle altre ripartizioni, invece, la performance delle grandi citta’ e’, su tutti gli assi, superiore alla media. La rappresentazione delle performance individuali delle principali realta’ urbane sintetizza l’informazione qualitativa sui punti di forza e di debolezza delle diverse citta’. La polarizzazione territoriale e’ molto evidente, e particolarmente netta sul piano della gestione eco-sostenibile, dell’innovazione tecnologica e della trasparenza e partecipazione. Infine, performance complessivamente meno positive per le grandi citta’, ma con polarizzazioni territoriali ancora piu’ accentuate, si rilevano per la pianificazione e programmazione, l’innovazione sociale e per le azioni di self-governance.