Medicina: mieloma resistente alle terapie, al via una nuova ricerca

L’obiettivo del progetto di ricerca è di studiare l’evoluzione clonale del mieloma multiplo in un contesto clinico controllato

Il policlinico Sant’Orsola di Bologna contro il mieloma multiplo, un tumore del midollo osseo caratterizzato da un’elevata resistenza alle terapie, anche le piu’ avanzate ed efficaci. Il progetto di ricerca guidato dal professor Michele Cavo, direttore dell’Unita’ operativa di Ematologia, avra’ durata triennale ed e’ stato reso possibile grazie ad un ‘investigator grant’ finanziato da Airc, che ogni anno seleziona e supporta i progetti scientificamente piu’ qualificati. “Uno dei fattori che rendono questa malattia cosi’ aggressiva – spiega Cavo – risiede nella complessita’ di alterazioni genomiche che sono presenti alla diagnosi e che continuamente mutano nel corso del tempo, rendendo molto difficile per il medico colpire le cellule tumorali”. Questo fenomeno ha finora ostacolato il raggiungimento della guarigione del mieloma multiplo, perche’ mentre alcuni cloni di cellule neoplastiche si dimostrano sensibili alla terapia, altri – con differenti alterazioni genomiche – sono resistenti. Per questo la malattia ha un decorso caratterizzato da fasi di remissione alle quali si alternano fasi di progressione, fino ad arrivare ad una fase terminale di refrattarieta’ a qualunque terapia. “L’obiettivo del progetto di ricerca finanziato da Airc – spiega Cavo – e’ di studiare l’evoluzione clonale del mieloma multiplo in un contesto clinico controllato: questo ci consentira’ di capire in quale modo e con quale sequenza i nuovi farmaci possano essere utilizzati per colpire selettivamente particolari cloni di cellule neoplastiche con specifiche alterazioni genomiche, e quindi di personalizzare la terapia, ed al contempo evitare la selezione di altri cloni ad essi resistenti”. Con l’inizio del nuovo millennio, l’introduzione negli schemi terapeutici di nuovi farmaci non chemioterapici, ma altamente efficaci, ha migliorato consistentemente le aspettative e qualita’ di vita dei pazienti con questa malattia, la cui sopravvivenza media e’ oggi compresa in un range variabile da sette anni ad oltre 10 anni dopo la diagnosi.