Niente carne: così nacque la salsiccia vegetariana nella Grande Guerra

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Konrad Adenauer trovò il modo di fare il pane senza grano, con farina di riso, orzo e farina di mais importata dalla Romania

Si potrebbe immaginare che le salsicce di soia siano state inventate da qualche hippy negli anni ’60. Invece no. Sono nate durante la grande guerra per fare fronte alla scarsità di carne. E a inventarle è stato Konrad Adenauer, il primo cancelliere tedesco del secondo dopoguerra, che all’epoca era sindaco di Colonia. E’ una delle storie curiose raccontate dalla Bbc per le ricorrenze del primo conflitto mondiale. La guerra impediva l’arrivo delle derrate alimentari, la carne in particolare mancava praticamente del tutto, e lui si mise al lavoro per trovare alternative. Trovò il modo di fare il pane senza grano, con farina di riso, orzo e farina di mais importata dalla Romania. Ma poi anche la Romania entrò in guerra e iniziò a scarseggiare anche la farina di mais. Allora si mise a cercare un sostituto della carne e creò delle salsicce fatte con la soia, che furono ribattezzate ‘salsicce della pace’. Adenauer tentò anche di depositare il brevetto, ma gli fu negato. Il prodotto, infatti, violava le norme tedesche sulle salsicce. In sostanza, era la contestazione, se non contenevano carne non potevano essere definite tali. Alla fine Adenauer ottenne il brevetto dal grande nemico, il Regno Unito, dopo la guerra. La registrazione porta la data del 26 giugno 1918. L’invenzione del leader tedesco negli ultimi anni ha reso possibile la rivoluzione vegetariana. Negli Stati Uniti il volume del mercato delle alternative alla carne ha superato il miliardo di dollari (cinque miliardi se si considerano tutti i prodotti di soia, inclusi latte e formaggi). Anche in Europa è in forte espansione e in Germania in particolare l’anno scorso il consumo di carne per persona è calato a 60,1 chili contro i 62,8 del 2011. Secondo Euromonitor il consumo di carne in Germania calerà del 2,9% entro il 2019, mentre nel solo 2014 è sceso dell’1,2%. In Italia il consumo delle bistecche è crollato del 20% in cinque anni: secondo i dati Istat, infatti, l’assunzione di carne bovina è scesa dai 25 chili pro capite all’anno nel 2000 ai 19,3 del 2014. Nel nostro Paese i vegetariani, fa sapere la Lav, rappresentano ormai il 6% della popolazione.