OMS: solo un quarto dei Paesi ha un piano contro la resistenza agli antibiotici

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L’indagine rivela che, anche se molti governi sono sempre più impegnati a mettere in atto pratiche efficaci per affrontare questa questione, permangono importanti lacune

Circa un quarto dei Paesi delle 6 Regioni dell’Organizzazione mondiale della sanità si è dotato di piani nazionali per preservare i farmaci antibiotici, ma molti altri Paesi devono ancora fare passi avanti. E’ quanto emerge da un nuovo Rapporto Oms in cui vengono riportati i risultati di un sondaggio condotto in un periodo di 2 anni nelle 6 aree, focalizzato sulle azioni intraprese per combattere la resistenza ai farmaci antimicrobici. L’indagine rivela che, anche se molti governi sono sempre più impegnati a mettere in atto pratiche efficaci per affrontare questa questione, permangono importanti lacune. Dal Rapporto emerge che solamente 34 Paesi sui 133 partecipanti al sondaggio hanno un piano nazionale globale per la lotta alla resistenza agli antibiotici e ad altri farmaci antimicrobici. In particolare, tra i 47 Stati membri dell’Oms nella Regione africana, solo 8 hanno partecipato all’indagine; in quest’area la maggiore minaccia è rappresentata dalla resistenza ai trattamenti per la malaria e la tubercolosi. Nella Regione delle Americhe 26 Paesi su 35 hanno partecipato al sondaggio: di questi, solo 3 hanno adottato un piano nazionale multisettoriale per affrontare la resistenza antimicrobica; 10 Paesi di questa area hanno adottato delle linee guida standard. Nella Regione del Sud-est asiatico tutti gli 11 Stati membri hanno partecipato al sondaggio, e 5 hanno adottato piani nazionali per affrontare la resistenza antimicrobica. La sensibilizzazione dell’opinione pubblica è in crescita: 5 Paesi hanno infatti dichiarato di aver condotto nei 2 anni precedenti l’indagine delle attività di comunicazione. Nella Regione occidentale del Pacifico 26 Paesi su 27 hanno partecipato al sondaggio: di questi, solo 4 hanno un piano d’azione nazionale contro la resistenza antimicrobica; due terzi hanno un programma di prevenzione e controllo delle infezioni. Quasi il 70% riferisce di aver intrapreso azioni di sorveglianza per la resistenza antimicrobica. Nella Regione del Mediterraneo orientale 13 Paesi su 21 hanno partecipato al sondaggio; nessuno di essi dichiara di avere un piano d’azione nazionale per la resistenza antimicrobica, ma 3 hanno condotto una campagna d’informazione nei 2 anni precedenti l’indagine. Nella Regione europea 49 Paesi su 53 hanno partecipato al sondaggio: il 40% di questi riferisce di avere piani globali e strategie per affrontare la resistenza antimicrobica. Come sottolinea il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco, Luca Pani, “l’antibiotico-resistenza è un fenomeno che necessita oramai di un cambiamento culturale a cui tutti sono chiamati, medici e pazienti, per riconoscere il valore fondamentale di questa potente difesa di cui disponiamo, gli antibiotici, ed evitare di renderli inefficaci”. Il fatto, sottolinea Pani, è che qui “non parliamo più di minacce lontane e apocalittiche: l’antibiotico-resistenza è reale, in costante aumento e mette a repentaglio decenni di scoperte scientifiche e, cosa ancor più grave, la nostra Salute. L’Aifa non abbassa la guardia e continuerà a sensibilizzare i cittadini a un uso consapevole del farmaco, a vantaggio della sostenibilità del sistema e, soprattutto, a tutela della Salute”.