Risolto un “cold case” cosmico, le galassie muoiono per strangolamento

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Lo ha scoperto il gruppo di ricerca coordinato da Yingjie Peng dell’Università di Cambridge

Risolto un ‘cold case cosmico’ che da anni appassiona decine di astrofisici: la misteriosa morte di un gran numero di galassie che smettono di fabbricare nuove stelle e’ dovuta a ‘strangolamento’, ossia all’improvvisa fine della produzione di gas freddo necessario per far nascere le nuove stelle. Lo ha scoperto il gruppo di ricerca coordinato da Yingjie Peng dell’universita’ britannica di Cambridge, di cui fa parte anche l’italiano Roberto Maiolino della stessa universita’. Annunciata su Nature, la scoperta si basa sull’analisi di 26.000 galassie che comprendono galassie vive come la Via Lattea e sono ricche di gas freddo con cui fabbricano nuove stelle e galassie morte che ne hanno pochissimo e non ‘concepiscono’ piu’ astri. A portare i ricercatori sulla causa di morte sono stati i contenuti di metalli delle galassie morte. ‘L’asfissia’ delle galassie e’ simile allo strangolamento di una persona, che privata dell’ossigeno, accumula anidride carbonica nei polmoni, sottolinea Andrea Cattaneo dell’Osservatorio di Parigi, in un commento pubblicato sulla stessa rivista. ”Invece di produrre CO2, le galassie strangolate – prosegue – accumulano metalli prodotti dalle stelle massicce”. A parita’ di massa di stelle contenute, i ricercatori hanno scoperto che ”i livelli di metalli in una galassia morta sono significativamente superiori a quelli di una galassia viva” rileva Maiolino. Dopo aver scoperto la causa di morte di queste galassie, il secondo passo sara’ individuare l’assassino, cioe’ il meccanismo che taglia il gas freddo alle galassie. Per ora sono in campo due ipotesi: o il gas freddo necessario per produrre nuove stelle e’ improvvisamente ‘aspirato’ da forze interne o esterne alle galassie oppure e’ la fornitura di gas freddo in arrivo ad essere bloccata.