Salute, esperto: in Italia allarme per un finto fertilizzante bio

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“C’è una situazione d’allarme sulla diffusione della matrina in Italia, ma nessuno ne parla”

C’è voluta un’operazione della Guardia di Finanza per scoperchiare il vaso di Pandora del traffico illecito di prodotti spacciati per fertilizzanti bio, ma in realtà contenenti matrina, una sostanza non commercializzabile nei Paesi dell’Ue perché neurotossica quanto i più pericolosi e dannosi fitofarmaci. “Purtroppo credo che a breve avremo altri sviluppi di questa operazione della Guardia di Finanza, ribattezzata ‘Mela stregata’. C’è una situazione d’allarme sulla diffusione della matrina in Italia, ma nessuno ne parla”. A dirlo all’Adnkronos Salute è Luciano Atzori, consigliere segretario dell’Ordine nazionale dei biologi e delegato nazionale per l’Igiene, la sicurezza e la qualità degli Alimenti. “Sono stati sequestrati migliaia di chili di questa sostanza durante l’operazione – aggiunge l’esperto – si tratta di un prodotto che può essere molto pericoloso per l’organismo quando si consumano cibi, dagli ortaggi alla frutta, su cui è stata utilizzata. Oltre che rimanere per decenni nell’ambiente e contaminare le falde acquifere dei campi dove è stata introdotta”. La matrina è una sostanza naturale largamente diffusa in Oriente (soprattutto in Cina e in India), che si estrae dalle radici della specie vegetale ‘Sophora Flavescens’ (una leguminosa diffusa specialmente in Cina). “Visto il metodo di produzione può essere facilmente falsificabile e quindi spacciabile come fertilizzante ‘bio’, cioè naturale – osserva Atzori – In realtà è un potente agrofarmaco, ovvero cura le patologie delle piante o ne regola i processi vitali senza alcun potere concimante e ammendante”. Il 27 giugno l’Ordine dei biologi sarà protagonista all’Expo di Milano con una conferenza proprio sui temi dei rischi ambientali e per la Salute dalla diffusione di sostanze nocive in agricoltura. Ma come può difendersi il consumatore da questo tipo di frode? “E’ molto difficile – risponde Atzori, coordinatore per l’Onb del Comitato Expo 2015 – perché la matrina non si può riscontrare ad occhio nudo sugli ortaggi o la frutta. Quindi la strada è la prevenzione e la formazione dell’agricoltore, che deve essere informato sui rischi e i pericoli che possono scatenarsi con l’uso di questa sostanza nociva. Purtroppo non sempre i media si interessano a questo tipo di problematiche, che invece dovrebbero trovare più spazio”. Per la sicurezza di tutti.