Salute: lo stress alleato del tumore al seno, lo rende più “cattivo”

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“Bisogna sottolineare che la risposta individuale è molto diversa, e che lo stress diventa un fattore di rischio solo quando è cronico”

Lo stress e’ tra i maggiori alleati del tumore al seno, e contribuisce alla sua progressione rendendolo piu’ aggressivo. Per capire la base di questo fenomeno e identificare le donne piu’ a rischio e’ in corso da due anni uno studio dell’Istituto Superiore di Sanita’, dell’Istituto Regina Elena di Roma e dello Ieo i cui risultati preliminari sono stati presentati oggi a Roma in un convegno nella sede dell’Iss. Lo Studio, finanziato dal ministero della Salute e dalla Fondazione Veronesi, si sta svolgendo su 80 pazienti che hanno avuto una diagnosi di tumore al seno, i cui livelli di stress sono misurati periodicamente con questionari e attraverso la misura dei livelli di diversi ormoni e altre sostanze, dal cortisolo alle citochine, che sono legate all’attivazione del sistema immunitario e dell’infiammazione cronica. ”Abbiamo scoperto intanto che dopo la chemioterapia i livelli di stress sono piu’ alti – spiega Francesca Cirulli dell’Iss, che coordina il progetto -. Bisogna sottolineare che la risposta individuale e’ molto diversa, e che lo stress diventa un fattore di rischio solo quando e’ cronico. L’obiettivo e’ stratificare le pazienti a seconda dei livelli, per individuare attraverso i valori trovati con le analisi quali sono quelle piu’ a rischio, che devono essere quindi seguite di piu’ dal punto di vista psicologico”. La ricerca, ha sottolineato Patrizia Pugliese, psico-oncologa dell’Ire, ha messo in evidenza l’importanza del supporto sociale alle pazienti. ”E’ fondamentale – ha spiegato – e’ un elemento molto benefico nei confronti dello stress, ed e’ uno dei fattori piu’ importanti per combatterlo insieme al supporto psicologico di un professionista ben formato. Purtroppo per quest’ultimo aspetto ci sono problemi, mancano psico-oncologi”.