Salute, neurologi: l’invecchiamento cerebrale si può prevenire

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Se si è stati attenti curando la salute durante tutta la vita, ci vorrà più tempo prima che esplodano i segni della demenza

L’invecchiamento cerebrale si può prevenire. Puntando ad una terza e quarta età sempre più proiettate al benessere dell’anziano, con il traguardo di allungare l’aspettattiva di vita media oltre i cento anni che diventa sempre più vicino. “Alcuni lavori epidemiologici molto importanti – spiega all’Adnkronos Salute Carlo Caltagirone, direttore scientifico dell’Irccs Fondazione S.Lucia di Roma – ci hanno dimostrato il fallimento delle tesi che profetizzavano (nel 1995) un aumento delle forme più gravi del decadimento cerebrale (come l’Alzheimer) con picchi d’incremento incredibili. Sia nel 2005 che nel 2015 alcune ricerche hanno dimostrato che queste profezie non si sono rivelate corrette”. “Siamo riusciti a prevenire l’invecchiamento cerebrale con una maggiore attenzione alle malattie croniche, agli stili di vita e ad una vita dell’anziano sempre più attiva – osserva Caltagirone, tra i relatori del simposio ‘Anziani, una risorsa da valorizzare’, promosso oggi a Roma dall’Associazione culturale ‘L’Alba del Terzo Millennio’ – Questo non vuole dire che questa malattia sia stata debellata, ma è evidente che bisogna contare sulla cosidetta ‘riserva cerebrale’. Se si è stati attenti curando la salute durante tutta la vita, ci vorrà più tempo prima che esplodano i segni della demenza. Ovvero, abbiamo procrastinato l’insorgenza del decadimento cognitivo, una prevenzione secondaria molto forte”. Secondo Caltagirone quindi: “E’ realistico che tra un paio di generazioni si arriverà a vivere oltre i cento anni in discreta e addirittura buona salute”.