Sesso, scoperta rivoluzionaria: grazie al derma di suino liofilizzato si può allungare il pene fino al 30%

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Un nuovo metodo per allungare il pene grazie al derma di suino liofilizzato e decellurarizzato

Il derma di suino liofilizzato e decellurarizzato per allungare l’organo sessuale maschile. E’ il metodo usato dal Centro di chirurgia genitale del Dipartimento ‘Pietro Valdoni’ del Policlinico Umberto I di Roma, diretto da Giovanni Alei: “Per l’ingrandimento – spiega Alei all’Adnkronos Salute – il problema riscontrato nelle tecniche tradizionali è legato al grasso utilizzato. I pazienti in questo caso avvertono la sensazione di avere una sorta di strato di ‘gommapiuma’ tra la cute e i corpi cavernosi. Al Policlinico si è cominciato ad usare invece il derma di suino liofilizzato ottenendo ottimi risultati”. La Società italiana di chirurgia genitale maschile (Sicgem) ha promosso oggi a Roma un incontro tra esperti e media con lo scopo di diffondere una maggiore conoscenza di sintomi, fattori di rischio e cura di alcune patologie legate alla sfera sessuale maschie.

pene due“Del derma del maiale, una volta lavorato, rimane l’impalcatura di collagene – sottolinea Alei, presidente della Sicgem – che poi nel giro di 6-8 mesi viene abitata di nuovo tessuto del paziente. Ha una consistenza naturale e offre maggiori garanzie di comfort e naturalezza al paziente rispetto al grasso (prelevato dai glutei) che viene usato in questo tipo di interventi. E’ un tipo di operazione che si fa in day hospital e i pazienti rimangono molto soddisfatti”. “Le tecniche più attuali consentono aumenti di dimensione intorno al 25-30% rispetto a quelle iniziali, restituendo sicurezza e piena facoltà di intraprendere una vita di relazione normale – prosegue Alei – Ad oggi, abbiamo operato più di 500 pazienti, effettuando in alcuni casi entrambi gli interventi di allungamento e ingrandimento, associando a volte l’asportazione del grasso pubico”. Una delle eccellenze del Centro di chirurgia genitale del Policlinico Umberto I è la chirurgia degli incurvamenti penieni congeniti o acquisiti. Alei ha ideato una tecnica innovativa che prevede un accesso alla base del pene, senza circoncisione, che non lascia segni visibili. L’intervento viene effettuato ambulatorialmente e registra un tasso inferiore di recidive rispetto allo standard: pari a circa il 3%, così come riscontrato in oltre 400 interventi effettuati. I tempi operatori e di guarigione molto ridotti permettono infine un recupero quasi immediato. Senza sottovalutare il minor accorciamento penieno. Infine la prevenzione dei tumori passa anche dalla diagnosi precoce. Potenzialmente insidiosa e aggressiva è il ‘Lichen sclerosus’, una malattia rara che negli ultimi anni ha visto aumentare il numero dei casi. La sintomatologia è a volte invalidante e condiziona in maniera sensibile la vita del paziente. Il rischio maggiore rappresentato da questa malattia, è l’evoluzione in carcinoma squamocellulare (circa 8% dei casi). Con il tempo la cute può diventare anelastica e tendente a formare fissurazioni o lacerazioni in seguito all’attività sessuale. Questa irritazione cronica costituisce un fattore predisponente per il carcinoma. “Momento fondamentale – osserva la dermatologa Lavinia Alei – diventa la diagnosi precoce per approcciare alla terapia medica o chirurgica con ottimi risultati. Per porre diagnosi di ‘Lichen sclerosus’, oltre a riscontrare con l’esame obiettivo le lesioni tipiche di questa patologia, è consigliabile, nonché necessaria, la biopsia per la diagnosi istologica e per escludere la coesistenza di una neoplasia”.