Stress da prova costume per 7 italiani su 10, il decalogo per superarlo al meglio

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Per il 56% indossare il costume è un problema e il 33% si dichiara rassegnato

Ansia e stress per un corpo che non piace, e che in alcuni casi rischia di diventare “motivo di forte disagio, una rimuginazione su cui la mente s’inceppa, talvolta una vera e propria malattia”. Nella società dell’apparenza la prova costume si può vivere davvero male, assicura lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro medico Santagostino di Milano, che per aiutare a vincere la sfida psicologica con lo specchio ha stilato un decalogo ad hoc. A fotografare il problema è un’indagine che rileva come per il 69% degli italiani, uomini e donne, l’appuntamento con la tenuta da spiaggia rappresenta una vera fonte di preoccupazione. Convinti di essere fuori forma, 7 connazionali su 10 ci soffrono e non pensano ad altro. La ricerca, promossa da ‘Found!’, ha coinvolto circa 1.600 italiani dai 18 ai 60 anni ed è stata condotta monitorando online le opinioni espresse su social network, blog, forum e community dedicate. Se il 44% dichiara di prepararsi attentamente alla prova costume, il 29% è ancora indeciso sul da farsi, mentre solo il 27% non prenderà alcun accorgimento. Per il 56% indossare il costume è un problema e il 33% si dichiara rassegnato. Chi invece reagisce si divide tra dieta (53%), sport (43%) e ricorso a nutrizionisti o personal trainer (37%). Il 24% identifica il ‘giro di boa’ nella Pasqua, e dopo uova di cioccolato e colomba cambia routine. L’11% invece inizia a prepararsi 2 mesi prima, il 17% un mese prima, il 5% nelle 2 settimane precedenti e il 18% si concede appena una settimana. Un 21% di virtuosi dice di mantenersi in forma tutto l’anno, mentre il 4% comincia con la fine dell’inverno. Ma quali sono le motivazioni che spingono gli italiani a darsi da fare per indossare meglio bikini e boxer? Il 69% vuole sentirsi bene con se stesso, mentre il 52% spera di sentirsi più sicuro insieme agli altri. Il 24% lo fa per abitudine, come una sorta di rituale, mentre il 46% coglie l’occasione per combattere le proprie insicurezze. Il 42% vuole evitare le critiche degli altri e il 21% si mette ‘in riga’ perché conta di incontrare l’anima gemella. Quasi un terzo (32%) ci crede veramente ed è certo di raggiungere il peso forma entro l’estate, mentre altrettanti sono convinti di fallire. “In molti non troveranno l’equilibrio con il proprio corpo – conferma Cucchi – C’è chi svilupperà una specie di ossessione per la palestra, il cibo e la linea, dimagrendo senza però riuscire a essere felice del risultato. E c’è chi, pur non riuscendo per costanza a ottenere risultati, sarà profondamente in tensione e in ansia per il giudizio degli altri. Questo problema è ancora più forte nel nostro Paese, patria della moda”, ma dal punto di vista psicologico quelli che alla fine riusciranno ad affrontare meglio la prova costume sono “le persone con un elevato livello di autostima, un’indole poco rivolta al perfezionismo, con basse aspettative di apparire in qualche modo speciali”. In effetti, anche stando all’indagine non sempre l’operazione ‘remise en forme’ centra il bersaglio: il 41% dei monitorati non riesce a unire ai cambiamenti a tavola una corretta attività fisica, e il 24% non ce la fa nemmeno a rispettare la dieta stabilita. Per recuperare il 22% eccede nell’esercizio fisico, mentre il 32% stravolge troppo il proprio regime alimentare. “La prova costume è un tormentone in questo periodo e, almeno per qualche secondo, attraversa i pensieri di tutti – analizza Cucchi – Per molti rimane un pensiero passeggero”, ma per altri rischia di trasformarsi in un chiodo fisso. “La voglia di essere perfettamente in forma è un desiderio sano – puntualizza lo specialista – La parte più complicata sta nell’accettare le proprie imperfezioni”, in una società in cui “l’estetica è un biglietto da visita della persona anche a livello psicologico. Sarebbe bello, però, che la prova costume fosse un tramite per prendersi cura del nostro corpo in modo sano, rispettandolo e non stressandolo”.

DIETA 3Ecco quindi i consigli dello psichiatra per vincere questa complicata battaglia: 1) ROMPI GLI SCHEMI. Non attribuire troppa importanza al canone di peso e forma che sembra esserci imposto è fondamentale per affrontare con serenità la prova costume senza perdere il controllo; 2) MEDITA SUGLI OBBIETTIVI. Spesso vengono presentati canoni estetici fuori dalla portata della maggior parte delle persone: è molto importante fissare un obbiettivo raggiungibile e non ambire a ciò che verosimilmente non è possibile realizzare; 3) RIDI DI TE. Riuscire a essere ironici e prendersi un po’ gioco di sé stessi aiuta a non abbattersi e a tenere alto il morale durante gli allenamenti o mentre si rinuncia a un piatto succulento servito a tavola; 4) AMMETTI I TUOI DIFETTI. Ammettere di avere un difetto paradossalmente rende molto forti, non vulnerabili, e permette di sentirsi davvero sicuri; 5) LA REMISE EN FORME NON E’ TUTTO. E’ bene considerare che gli altri non noteranno soltanto il peso e non ci giudicheranno unicamente per la taglia dei pantaloni. Le persone vengono colpite anche dal modo di essere degli altri, non solo dall’aspetto estetico. E ancora: 6) PUNTA SULL’AUTOSTIMA. Il peso perfetto è una trappola: più l’obbiettivo sarà vicino e più ci si sentirà vulnerabili e insicuri, perché è tutto un problema di autostima e non di oggettività. La sicurezza è l’atteggiamento delle persone che sanno di non essere perfette, ma non per questo si sentono sbagliate; 7) LA PERFEZIONE NON ESISTE. Chi delega al canone perfetto la propria felicità è condannato a sentirsi rivedibile e finisce per non piacere nemmeno agli altri. Abbandoniamo l’idea di essere perfetti e godiamoci il nostro corpo; 8) CONCEDERSI DEL TEMPO. L’abitudine di organizzare il nostro rapporto con il cibo è andata persa. Oggi capita spesso di decidere all’ultimo momento cosa mangeremo, sulla base della fame, e questo ci porta a ingrassare. E’ importante invece programmare i pasti per bilanciare naturalmente la dieta; 9) MANGIARE CON LA TESTA. Riempirsi la pancia per uno stato d’animo particolare non significa che sia giusto soffocare i problemi in una vaschetta di gelato al cioccolato: non va dimenticata l’importantissima dimensione emotiva dello stare a tavola; 10) LO SPORT E’ DIVERTIMENTO, NESSUNA IMPOSIZIONE. L’attività fisica non serve solo a perdere peso, ma soprattutto a vivere un’esperienza positiva. E’ necessario riscoprire la bellezza della fatica in sé, non come obiettivo per bruciare calorie ma come sfida con se stessi.