Il terremoto in Emilia ha causato la morte di 27 persone (22 nei crolli, tre per infarto o malore e due per le ferite riportate) e gravi danni al patrimonio culturale
Era il 20 maggio 2012 quando la terra ha iniziato a tremare in Emilia-Romagna. Il terremoto, costituito da varie scosse localizzate nel distretto sismico della pianura padana emiliana sarà poi seguito da quello del 29 maggio, che metterà in ginocchio la regione.
La scossa del 20 maggio 2012 è avvenuta alle ore 04:03:52, con epicentro nel territorio comunale di Finale Emilia e ipocentro a una profondità di 6,3 km. Il sisma, magnitudo 5,9, durato venti secondi, è stato avvertito in tutto il centro/nord (Valle D’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Liguria, Toscana, Marche e Umbria, ma anche all’estero in parte della Svizzera, della Slovenia, della Croazia, dell’Austria, della Francia sud-orientale e della Germania meridionale).
Il terremoto in Emilia ha causato la morte di 27 persone (22 nei crolli, tre per infarto o malore e due per le ferite riportate) e gravi danni al patrimonio culturale a causa dei molti crolli di palazzi storici, aziende e fabbriche: 58 i Comuni interessati, 45.000 le persone coinvolte, 19.000 le famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni, 16.000 quelle che hanno avuto bisogno di assistenza, 14.000 gli edifici residenziali e 13.000 le attività economiche che hanno subito danni, 1.500 le strutture socio-sanitarie e gli edifici pubblici danneggiati.
A tre anni dal sisma è stato raggiunto il 60% della ricostruzione di abitazioni e imprese.


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