Le 34 squadre straniere di ricerca e salvataggio giunte in Nepal per fronteggiare l’emergenza stanno lasciando il Paese
Il primo ministro nepalese Sushil Koirala, in visita presso l’area rurale nei pressi dell’epicentro del terribile sisma dello scorso 25 aprile, ha affermato che la distribuzione degli aiuti ai terremotati sta procedendo ma ha ammesso anche la grave mancanza di beni di prima necessità. “Stiamo facendo il nostro meglio con le risorse che abbiamo – ha dichiarato Koirala – La distribuzione degli auti è graduale. Non siamo soddisfatti del ritmo con cui i lavori procedono, ma i nepalesi sono pazienti e non stanno reagendo con rabbia. Sono stati privati di qualsiasi cosa ma sono sorpreso di quanto siano calmi. Sono fiducioso che a tempo debito le cose andranno meglio”. In Nepal scarseggiano riso, cereali olio e sale. E mancano anche le tende, ha ammesso il primo ministro: “Non ne abbiamo abbastanza, ne abbiamo ricevute 100mila ma non bastano”. La difficoltà maggiore, secondo Koirala, è per chi è rimasto senza tetto:

“Non possiamo costruire ora nuove case. Per il momento, dobbiamo sistemare la gente nelle tende. Passata la stagione delle piogge, i lavori per la ricostruzione partiranno. Ma per la costruzione di case avremo bisogno del sostegno economico della comunità internazionale”. Intanto, le 34 squadre straniere di ricerca e salvataggio giunte in Nepal per fronteggiare l’emergenza stanno lasciando il paese. Perché la priorità del governo, a dieci giorni dalla devastante scossa di terremoto di magnitudo 7.8 che ha ucciso 7500 persone, è la distribuzione degli aiuti ai sopravvissuti. Rimarranno comunque a disposizione gli elicotteri forniti da Stati Uniti, Cina e India. La gestione delle operazioni passa così nelle mani dell’esercito e della polizia nepalesi, impegnati a raggiungere le aree in cui gli aiuti non sono ancora arrivati. Come, ad esempio, i villaggi della zona di Sidhupalchowck, duramente colpita dal sisma ma ancora al di fuori del raggio di azione dei soccorritori. “Avevamo 800 case nel nostro distretto e solo quattro sono ancora in piedi. Abbiamo disperatamente bisogno di tende perché stiamo dormendo all’aperto”, ha detto un abitante del villaggio di Khartali.


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