Terremoto in Nepal: Antonini semisepolto sotto “una distesa bianca di neve, tutto raso al suolo”

“Non avrei mai pensato di sopravvivere, sono stato fortunato. Se sono vivo si vede che ho ancora qualcosa da fare”

”Dopo la prima scossa, il 25 aprile, ci siamo chiamati tutti e quattro ed eravamo vivi”. Dieci secondo dopo ”ho sentito un rumore di fondo inquietante, un saracco enorme si e’ staccato dalla montagna” e una nube che trasportava ”pietre e ghiaccio si e’ diretta verso di noi”. Pochi secondi ancora e Giuseppe Antonini, lo speleologo di Ancona scampato al terremoto del Nepal e rientrato a casa ieri, si e’ ritrovato semisepolto sotto ”una distesa bianca di neve, tutto raso al suolo”. Si e’ liberato dopo 20 minuti, racconta all’ANSA, ma per Gigliola Mancinelli, il medico rianimatore del Soccorso alpino, sua compagna di spedizione e amica ”non c’era piu’ nulla da fare: e’ morta sul colpo”. Antonini, direttore della Scuola nazionale forre e canyon del Corpo nazionale del soccorso alpino, ferito e senza scarpe, ha soccorso gli altri due compagni feriti, Oskar Piazza e Giovanni Pizzorni e ha allestito per loro un riparo di fortuna: Piazza e’ morto quella stessa notte, Pizzorni invece e’ ora ricoverato a Parigi per essere operato. ”Gigliola e Oskar erano due persone straordinarie, due istruttori del Soccorso alpino fra i 10 piu’ influenti in Italia”. ”Non avrei mai pensato di sopravvivere, sono stato fortunato. Se sono vivo si vede che ho ancora qualcosa da fare”.