Terremoto in Nepal: difficile parlare di ricostruzione

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Nel Paese, Gvc si è mobilitata per prestare assistenza umanitaria alla popolazione locale e attualmente è a Rasuwa, distretto in cui il 92% della popolazione ha perso la casa

In Nepal, a trenta giorni dalla prima scossa di terremoto di magnitudo 7.8 che ha sconvolto il Paese, non si puo’ ancora parlare di ricostruzione dato che “le scosse successive al 25 aprile hanno interrotto molte attivita’ e soprattutto quelli che erano i sogni del ritorno alla normalita’ della popolazione nepalese”. A inquadrare il questo modo la situazione in cui versa lo stato asiatico e’ Erica Beuzer, cooperante della ong bolognese Gvc, di ritorno dalla prima missione in Nepal. “A un mese dal terremoto – racconta in una nota – e’ ancora difficile parlare di ricostruzione, anche perche’ la scossa successiva del 12 maggio ha purtroppo interrotto molte attivita’ e soprattutto quelli che erano i sogni di un ritorno alla normalita’ della popolazione nepalese. Che per ora rimane un miraggio”. Il sisma dello scorso aprile, seguito nelle settimane successive, da altre forti scosse ha causato oltre 8.000 vittime, circa 20.000 feriti e due milioni di sfollati. Nel Paese, Gvc si e’ mobilitata per prestare assistenza umanitaria alla popolazione locale e attualmente e’ a Rasuwa, distretto in cui, viene spiegato nella nota, il 92% della popolazione ha perso la casa. “La ricostruzione – afferma Dina Taddia, presidente di Gvc – e’ fondamentale per creare autonomia oltre l’emergenza. Stiamo raccogliendo diverse adesioni al nostro impegno anche grazie alla sensibilita’ delle nostra comunita’, come la Regione Emilia-Romagna che a 3 anni dal terremoto in Emilia ha deciso di finanziare la costruzione di scuole temporanee che permetteranno il ritorno a scuola e alla normalita’ ad oltre 1500 studenti”. Oltre alla Regione Emilia-Romagna, chiosa la nota, diverse organizzazioni rendono possibile l’intervento di Gvc: nel dettaglio “i propri partner locali, la rete di Agire-Agenzia Italiana Risposta alle Emergenze, Legacoop e le sue aderenti, diverse aziende, fondazioni, associazioni locali e tanti cittadini e donatori privati”.