Terremoto Modena: a 3 anni dal sisma riapre la Galleria Estense

L’attuale riforma voluta dal ministro dei Beni Culturale Franceschini l’ha inserita tra i 20 musei autonomi d’Italia

A 3 anni dal sisma che il 20 e 29 maggio 2012 colpì l’Emilia, sono state riaperte al pubblico due meraviglie del patrimonio culturale, artistico e architettonico della regione: la Reggia di Colorno (danneggiata anche dal terremoto di gennaio 2012 che interessò il reggiano) e la Galleria Estense di Modena. La sede all’ombra della Ghirlandina ha riaperto con un nuovo allestimento che valorizza i tesori di una delle raccolte dinastiche più importanti d’Italia. Dal 29 maggio, per tre giorni, la città festeggerà l’evento con le ‘Notti Barocche’, durante le quali, tra mostre e concerti, rivivranno le monumentali macchine sceniche fatte di luci rutilanti che nel Seicento e Settecento colpirono l’immaginario, influenzandolo profondamente, delle maggiori corti europee. L’iniziativa, promossa dalla Galleria Estense, dalla Fondazione cassa di Risparmio di Modena, dal Comune e dal Festival Filosofia, curatore del programma, “segna – ha detto in proposito il segretario regionale del Mibact per l’Emilia Romagna, Sabina Magrini – un momento di rinascita” della città. Emblema dello splendore di una città-stato, portata ai massimi vertici di ricchezza e potere dal duca Francesco I, è proprio la Galleria Estense, ancora oggi sede di una collezione di straordinario valore, tanto che l’attuale riforma voluta dal ministro dei Beni Culturale Franceschini l’ha inserita tra i 20 musei autonomi d’Italia. Il gusto degli Este vi è rappresentato in pieno, con capolavori di Dosso Dossi, Carracci, Guercino, Guido Reni, Tintoretto, i ritratti del duca di Velazquez e Bernini, sopravvissuti alle vendite di Dresda e alle spoliazioni napoleoniche.E ora anche al terremoto. La scossa del 29 maggio, ha raccontato l’allora soprintendente dei Beni storici e artistici dell’Emilia Romagna Stefano Casciu, “ci aveva colti mentre eravamo al lavoro”.

“Trovato riparo all’esterno, siamo tornati subito per una prima verifica e per spostare le opere che erano rimaste in bilico, mettendole in sicurezza”. Da allora, la Galleria Estense è rimasta chiusa per un imponente restauro, che ha riguardato soprattutto le strutture murarie gravemente danneggiate dal sisma. Rilevante l’impegno finanziario che ha richiesto l’investimento totale di 760mila euro coperto con i fondi Mibact, ma non sono mancate le donazioni private a partire dai circa 60mila euro raccolti per il basamento antisismico del capolavoro simbolo del museo, il marmo del Bernini che ritrae Francesco I. L’intervento ha toccato anche il riallestimento, che migliorato quello effettuato negli anni ’70, sostituendo l’eccessivo biancore delle pareti con tre tonalità di grigio caldo, più adatte, ha spiegato Casciu, a visualizzare i diversi percorsi espositivi delle oltre 600 opere delle collezioni. Modena torna così in possesso di una delle sue meraviglie e dal 29 al 31 maggio festeggerà secondo la tradizione estense delle cosiddette ‘allegrezze’. Trenta gli appuntamenti, tra cui due mostre proprio sugli apparati effimeri: uno, gigantesco, sarà ricostruito con piglio contemporaneo, con importanti testimonianze coeve, omaggi di artisti quali Franco Guerzoni e Marco Nereo Rotelli, concerti dell’Ensemble Aurora e di Uri Caine, e lezioni magistrali di arte barocca, a cura di Irving Lavin, Marc Fumaroli. E’ stata inaugurata invece il 21 febbraio scorso la Reggia di Colorno, nel reggiano, dopo i complessi lavori di restauro e consolidamento. La Reggia era stata duramente colpita dal terremoto del 25 e il 27 gennaio 2012: erano rimaste lesionate le strutture murarie e le sculture e dichiarati inagibili sia il palazzo sia la Cappella Ducale di San Liborio, quindi nuovamente compromessa dalle scosse di maggio. per il ripristino si sono mobilitate anche Alma, Fondazione Cassa di Risparmio e la Regione, per un impegno finanziario complessivo di 1,5 milioni di euro. Uno sforzo interistituzionale che ha riconsegnato al reggiano uno dei suoi tesori più belli.