Terremoto Nepal: fiaccolata a Kathmandu ad un mese dalla prima scossa [FOTO]

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La situazione nel Paese, ad un mese dal quel terribile 25 aprile, resta comunque drammatica l’Unicef ha reso noto che circa 70.000 bambini sotto i 5 anni hanno urgente bisogno di supporto nutrizionale

Centinaia di persone hanno partecipato a una fiaccolata a Kathmandu ad un mese esatto dal primo dei due terremoti – di magnitudo 7.8 – che colpirono il Nepal, provocando complessivamente almeno 8.700 morti, 16.800 feriti e 2 milioni di sfollati. In ricordo della vittime, e’ stata anche costituita una catena umana nel centro della capitale, intorno al luogo in cui sorgeva la storica torre di Dharahara, il cui crollo uccise una sessantina di persone. La situazione nel Paese, ad un mese dal quel terribile 25 aprile, resta comunque drammatica. L’Unicef ha reso noto che circa 70.000 bambini sotto i 5 anni hanno urgente bisogno di supporto nutrizionale. In molti distretti colpiti dal sisma 1,7 milioni di bambini necessitano di assistenza umanitaria, per la crescita di “malattie croniche” e per “gravi infezioni respiratorie causate dai detriti nelle citta’ e nei villaggi”.

LaPresse/MaxPPP
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Ed e’ anche difficile parlare di ricostruzione, secondo la ong bolognese Gvc, impegnata sul campo: “Le scosse successive al 25 aprile”, a partire da quella del 12 maggio, di magnitudo 7.3, “hanno interrotto molte attivita’ e soprattutto i sogni del ritorno alla normalita’ della popolazione nepalese”, ha spiegato una cooperante al rientro dalla prima missione. Ad esempio, per la ripresa delle attivita’ scolastiche, prevista il 15 giugno, molti studenti dovranno arrangiarsi con delle tende. Come se non bastasse, il terremoto ha compromesso l’economia di un Paese per cui il turismo e’ una risorsa vitale, con circa mezzo milione di persone in arrivo ogni anno, prima della tragedia. Tanto da smuovere ‘sponsor illustri’, come l’attrice e premio Oscar Susan Sarandon, che durante il lancio di una campagna per ricostruire 200 capanne, ha invitato i turisti a tornare a visitare il Nepal per aiutare i suoi abitanti: “non aspettando la fine delle piogge monsoniche, ma prenotando subito per mantenere in vita tutti questi posti di lavoro”.