Terremoto Nepal, italiana ferita a ottobre: “rimango per aiutare”

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Terremoto Nepal, la storia di Chiara Mastrofini, italiana con il cuore grande

Lo scorso anno era scampata a un pauroso incidente stradale in Nepal e ora di nuovo al terremoto di sabato. E’ successo a Chiara Mastrofini, cooperante italiana impegnata in un progetto di volontariato a favore di un orfanotrofio nel distretto di Lalitpur, nei pressi di Kathmandu. “Per fortuna quando e’ arrivata la scossa mi trovavo all’aperto – racconta all’ANSA – perche’ ero con amici in un parco nazionale. Non siamo mai stati in pericolo”. La romana Chiara, figlia del giornalista Enrico Mastrofini, era tornata in Nepal agli inizi di marzo per terminare il progetto che aveva abbandonato lo scorso anno ad ottobre dopo l’incidente. L’autobus su cui viaggiava insieme alla collega Marta Lanzi, era finito in una scarpata. Le due italiane erano rimaste gravemente ferite, mentre altri 15 passeggeri erano morti. “Sono tornata, dopo la convalescenza, perche’ ci tenevo a finire il mio lavoro – dice – e ora vorrei rimanere in Nepal possibilmente fino a luglio. Ci tenevo tanto a concludere la mia esperienza. Non me la sento di partire e abbandonare le bambine”. La struttura, che ospita 22 bambine orfane, non ha subito danni e quindi, continua la cooperante, ‘non penso ci sia pericolo a stare qui’. Il progetto, gestito dal Servizio di Volontariato Europeo (Sve) riguarda la Moonlight Children’s Home che assicura una casa ai bambini abbandonati nella capitale nepalese.