Tumori: forme aggressive del tumore di Wilms, buoni risultati da una terapia potenziata

MeteoWeb

Gli oncologi si sono concentrati sul 5-6% di piccoli malati con alterazioni cromosomiche nel tumore

Una terapia potenziata contro le forme aggressive del tumore di Wilms, una rara neoplasia ai reni che colpisce i bambini, in particolare fino ai 5 anni d’età, con un picco intorno ai 2-3 anni. Sono positivi i risultati di due studi del Children’s Oncology Group, presentati al congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco) in corso a Chicago. I piccoli pazienti più a rischio di una forma ‘cattiva’ di malattia presentano un’anomalia cromosomica, associata a una prognosi peggiore. Secondo precedenti ricerche, per loro le percentuali di sopravvivenza a 4 anni senza che il tumore si ripresenti oscillavano fra il 65,9% e il 74,9%, a seconda della fase più o meno avanzata di malattia. Con l’approccio terapeutico più aggressivo, i ricercatori nordamericani sono riusciti a portarle a 83,9% e 91,5%, con i benefici maggiori per i casi di cancro più avanzato. Gli oncologi si sono concentrati sul 5-6% di piccoli malati con alterazioni cromosomiche nel tumore (a carico dei cromosomi 1p e 16q), a maggior rischio di recidiva. L’anomalia è stata riscontrata nello studio in 87 bambini (35 con malattia in fase 1-2 e 52 in fase 3-4). La chemioterapia standard è stata potenziata con l’aggiunta di altri chemioterapici, in combinazioni diverse a seconda della gravità del cancro. Dopo 3,6 anni si è rilevato un aumento della sopravvivenza libera da malattia rispetto a quella ottenuta con le terapie ‘classiche’. “Personalizzare la terapia sulla base del rischio di riammalarsi – spiega uno degli autori, David Dix, dell’ospedale pediatrico di Vancouver (Canada) – è sempre stato un punto cruciale dell’oncologia pediatrica. Per i tumori che hanno meno probabilità di ripresentarsi cerchiamo di usare armi più ‘leggere’ e ridurre il più possibile l’esposizione ad agenti potenzialmente tossici, ma d’altra parte dobbiamo potenziare la terapia per quei pazienti a maggior rischio, in modo da aumentare le chance di cura. Il nostro studio è un esempio del successo di questo approccio”. Per Julie Vose, presidente eletta dell’Asco, “è incoraggiante ottenere questi progressi che riguardano bambini con una rara, aggressiva forma di tumore di Wilms. Identificare questi pazienti significa che potranno ricevere il trattamento più giusto per loro, riducendo invece gli effetti collaterali per gli altri piccoli malati. E soprattutto significa avere migliori chance di battere il cancro”.