Tumori: virus addestrati per colpirli, la nuova frontiera dell’immunoterapia

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L’idea di utilizzare i virus come terapia risale addirittura alla fine del 1800

Virus alleati nella lotta al cancro. Una nuova classe di farmaci, ancora sperimentali, sfrutta questi microrganismi patogeni, geneticamente modificati per colpire e distruggere il tumore e agire poi sul sistema immunitario per continuare a combattere. La ‘viroterapia oncolitica’ – cosi’ e’ stata battezzata questa strategia terapeutica – e’ un filone di ricerca in rapida crescita all’interno dell’immunoterapia, che gia’ di per se’ rappresenta il futuro nella partita contro il cancro: i primi dati sono stati presentati al 51.esimo congresso della Societa’ americana di oncologia clinica (Asco), in corso a Chicago. L’idea di utilizzare i virus come terapia risale addirittura alla fine del 1800, quando i medici si sono accorti per la prima volta della naturale capacita’ di alcuni patogeni di uccidere le cellule tumorali. Ma solo di recente e’ stato possibile realizzarla, grazie ai progressi dell’ingegneria genetica che hanno reso possibile manipolare il genoma del virus e trasformalo in macchine da guerra che attaccano il cancro, ma non i tessuti sani circostanti. Armi di precisione che non e’ stato facile realizzare, ma che ora mostrano tutto il loro potenziale. Ad arrivare prima – evidenzia un’analisi sul sito della rivista Forbes – e’ stata Amgen, con un farmaco sperimentale (T-Vec) contro il melanoma, a base del virus dell’Herpes ingenerizzato. L’azienda biotech ha presentato i primi dati all’Asco: dati positivi, tanto che un comitato di esperti per l’Agenzia dei famaci Usa si e’ pronunciato a favore del via libera alla commercializzazione. La decisione ufficiale della Fda e’ attesa per l’autunno. Oltre all’Herpes, si utilizzano diversi altri virus, come quello del raffreddore, adenovirus, della polio e del vaiolo del bestiame, lo stesso del vaccino antivaiolo. Sono numerose le aziende e i gruppi accademici di ricerca che ci stanno lavorando.