Un mese dal terremoto in Nepal, in centinaia si ritrovano a Kathmandu

Il sisma, seguito da un’altra scossa il 12 maggio, ha fatto crollare edifici in tutto il Paese, compresi tempi storici, monumenti e l’apprezzatissima torre Dharahara

Centinaia di persone si sono radunate sulle rovine di una torre del diciannovesimo secolo a Kathmandu per ricordare il mese trascorso dal devastante terremoto che ha ucciso oltre 8mila persone nella nazione himalaiana.
Il sisma, seguito da un’altra scossa il 12 maggio, ha fatto crollare edifici in tutto il Paese, compresi tempi storici, monumenti e l’apprezzatissima torre Dharahara, mentre turisti e cittadini del posto salivano oltre duecento gradini.
Dopo che l’inno nazionale è risuonato attraverso gli altoparlanti, la folla si è schierata tutta intorno alla torre e ha osservato 56 secondi di silenzio alle 11.56, nel momento in cui la devastante scossa di magnitudo 7,8 sulla scala Richter ha fatto tremare il Nepal lo scorso 25 aprile.
Nina Shrestha, studentessa di 23 anni con indosso una bandiera del Nepal, ha dichiarato che la torre di nove piani era “sempre la prima cosa” che cercava quando volava a Kathmandu. “Il suo crollo significa la devastazione che la nostra nazione ha sofferto”, ha detto. Dell’attrazione, alta una cinquantina di metri, formata da scale a chiocciola e che offriva ai visitatori una visione panoramica della capitale, non è rimasta che la base a seguito del sisma.