Oltre il 30% della produzione complessiva di cibo destinato al consumo umano, viene sprecata
La lotta agli sprechi passa anche per il freezer. Il consumo domestico di prodotti surgelati, infatti, rispetto agli alimenti analoghi a temperatura sopra lo zero, può abbattere del 47% gli sprechi, generando ovviamente un grande risparmio familiare. E’ quanto emerge da una recente ricerca dell’ateneo britannico, Sheffield Hallam University. Un problema molto sentito in Europa dove la maggior parte degli sprechi alimentari avvengono in tutta la filiera del cibo, ma in massima parte in quella del consumo domestico (42% dello spreco totale). Gli studiosi inglesi hanno indicato una serie fattori chiave alla base di questa tendenza: innanzitutto, la lunga durata di conservazione dei surgelati permette al consumatore di utilizzare gli alimenti prima che si deteriorino; né va sottovalutato un maggior controllo nelle porzioni o quantità: si utilizza solo ciò di cui si ha effettivamente bisogno. Inoltre, e soprattutto, la quantità acquistata corrisponde a quella edibile: niente sbucciature, spinature, lavaggi ecc. Di conseguenza si mangia tutto ciò che si acquista. A proposito di questa tematica, tra giugno e luglio, l’Istituto Italiano Alimenti Surgelati (Iias), in collaborazione con le più rappresentative aziende del settore, lancia una campagna informativa sul contenimento degli sprechi alimentari domestici grazie ad un maggior utilizzo di prodotti surgelati con lo slogan ”Blocca lo spreco”.
Un’attenzione quella dell’industria dei surgelati che ben si inquadra nell’anno di Expo, dopo i forti richiami del Papa e presidente della Repubblica Sergio Mattarella contro gli sprechi alimentari. Del resto ancora oggi, oltre il 30% della produzione complessiva di cibo destinato al consumo umano, viene sprecata; nella sola Europa tale quantità ammonta a 89 milioni di tonnellate, ovvero 18 kg procapite. Mentre per paradosso, sono quasi 800 milioni le persone che soffrono di fame nel mondo, 795 milioni secondo il rapporto annuale delle Nazioni Unite. Gli italiani stanno mostrandosi sempre più sensibili al tema dello spreco per ragioni economiche ma anche di sostenibilità ambientale e di etica del consumo; infatti, è convinzione sempre più diffusa che buttare il cibo ancora buono ha un costo non solo economico, ma anche ecologico e sociale. Nonostante questa crescente sensibilità, lungo tutta la filiera (dalla produzione agricola al consumo domestico) le quantità di cibo che vengono sprecate ogni anno in Italia sono ancora ingenti. L’Italia rappresenta circa il 10% con 8.8 milioni di tonnellate di cibo sprecato all’anno, ciò vuol dire 27 kg di cibo procapite per una perdita economica di 454 euro all’anno per famiglia. Quanto agli alimenti sottozero, come si evince da una indagine svolta da AstraRicerche sul rapporto degli italiani con i prodotti surgelati, negli ultimi anni, il numero di persone che in Italia ha aumentato il proprio consumo di surgelati (22,5%) è ben superiore a quello di coloro che lo hanno diminuito (8%). Tale crescita continuerà nei prossimi anni ma sarà più moderata, dal momento che circa il 10% pensa di aumentare il proprio consumo mentre il 5% ritiene che lo diminuirà.


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