Riattivato il sistema di sorveglianza sulle ondate di calore a tutela dei cittadini, già adoperato l’anno scorso
La morsa dell’afa e’ tornata su Bologna e da oggi scatta il piano anti-caldo. Un meccanismo di ‘difesa’ ormai rodato, ma come’ ando’ l’anno scorso? Quella del 2014 fu un’estate meno calda del solito, ma nei quattro giorni di temperature record, si sono comunque registrati 62 decessi, 571 accessi in Pronto soccorso e 275 chiamate al 118. Numeri in calo rispetto al 2013, quando si erano contati 213 morti. Complice forse un sole piu’ clemente (le ondate di calore sono state due, di breve durata e non particolarmente intense) e i servizi anti-caldo. Le chiamate effettuate dagli operatori di Cup agli anziani seguite perche’ considerati a rischio sono state 13.500, mentre 900 i cittadini che si sono rivolti al call center di assistenza di propria iniziativa.
Di questi, 170 sono stati presi in carico dall’Ausl, con regolari telefonate settimanali, e 150 sono stati i servizi di sostegno attivati. Il sistema di sorveglianza sulle ondate di calore e’ stato riattivato anche quest’anno, come spiegato questa mattina in Comune in conferenza stampa. Esiste infatti un vero e proprio piano estivo di sorveglianza sanitaria e di comunicazione sui rischi delle alte temperature, che nasce a supporto dei servizi sanitari e socio-assistenziali che operano sul territorio. Il piano si occupa in particolare, della protezione delle persone potenzialmente piu’ sensibili alle temperature elevate, come gli ultra 65enni che vivono da soli e in condizione di grande fragilita’. Il sistema, spiega ancora l’Ausl, prevede diverse azioni e strumenti, a seconda dei diversi livelli di allerta diramati dall’Arpa e dalla Protezione civile, quando le ondate di calore si protraggono e possono rivelarsi particolarmente critiche per la salute, soprattutto a partire dalla quarta giornata di persistenza. L’intervento in caso di forti ondate di caldo si articola in tre livelli.
Il primo fa scattare un piano di comunicazione specifico, che prevede il preallarme delle strutture socio-sanitarie, la diramazione di comunicati stampa, l’attivazione di messaggi informativi sulle misure da adottare sui display stradali e la linea verde dedicata (800.562110). Scatta il secondo livello si attiva quando il termometro segna alte temperature per piu’ di tre giorni: in questo caso sono previste telefonate ai soggetti particolarmente fragili, la disponibilita’ di servizi a domicilio come la consegna di farmaci, pasti, il trasporto per visite mediche e il trasferimento in strutture climatizzate. E’ attivo, inoltre, un servizio per la presa in carico di situazioni emergenti, che possono comportare anche l’intervento del 118, curato da infermieri territoriali. Per le situazioni di particolare emergenza infine, e’ previsto il terzo livello di intervento dedicato dunque ai casi piu’ a rischio, individuati di volta in volta attraverso l’analisi dei dati raccolti dal sistema di sorveglianza. A quel punto viene rimodulata l’organizzazione dei servizi di emergenza e ospedalieri: in prima battuta viene rinforzata la flotta di ambulanze del servizio 118, poi si procede al rafforzamento dei reparti ospedalieri prevedendo, se necessario, anche l’eventuale disponibilita’ aggiuntiva di posti letto.


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