I ricercatori hanno monitorato i salmoni cresciuti in acque con maggiori concentrazioni di anidride carbonica per 10 settimane
L’acidificazione delle acque dolci mette a rischio il salmone rosa. L’allarme viene da uno studio dell’universita’ della British Columbia, secondo cui questi pesci che nascono in fiumi con maggiori concentrazioni di CO2 sono piu’ piccoli e hanno minori possibilita’ di sopravvivere. La ricerca canadese, pubblicata su Nature Climate Change, e’ una delle prime ad analizzare le conseguenze dell’acidificazione delle acque sui pesci di acqua dolce. I ricercatori hanno monitorato i salmoni cresciuti in acque con maggiori concentrazioni di anidride carbonica per 10 settimane, dalla schiusa delle uova fino al momento in cui i pesci hanno iniziato a migrare verso l’oceano. E hanno scoperto che questi salmoni crescevano meno in lunghezza e in peso e avevano alterazioni nelle loro capacita’ olfattive, un fatto con ripercussioni sulle loro capacita’ di percepire i predatori e di ritornare ai siti di riproduzione, luoghi che riescono a ritrovare grazie alla memoria olfattiva. Inoltre, una volta raggiunta l’eta’ della migrazione verso il mare, i salmoni sfruttavano meno ossigeno per muoversi: questo, sottolineano i ricercatori, mette a rischio la capacita’ dei pesci di procurarsi il cibo, fuggire dai predatori e raggiungere il mare. Gli studiosi sottolineano l’importanza di continuare le ricerche non solo sull’acidificazione degli oceani, ma anche su quella delle acque dolci. “La maggior parte dei lavori sull’acidificazione riguarda gli oceani, ma il 40% dei pesci sono di acqua dolce. Dobbiamo pensare a come l’anidride carbonica sta colpendo le specie di acqua dolce”, ha detto Colin Brauner, docente all’universita’ della British Columbia.


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