Arte e Neuroscienze: verso una estetica scientifica?

Sorprendente e anche perturbante, fin dal linguaggio tecnico, secondo l’estetica canonica

Recensione di Roberto Guerra

Ludovica Lumer – Semir Zeki, “La Bella e la Bestia. Arte e Neuroscienze” (Laterza, 2011).
Dal Festival della Mente, per la collana lstessa ibri Corriere della Sera, edito questo “libello” a dir poco innovativo, sorprendente e anche perturbante, fin dal linguaggio tecnico, secondo l’estetica canonica, a parte già il titolo che evoca simultaneamente rotte ulteriori di riferimento anti-convenzionali: sia per l’arte che la scienza… Tra Neuroestetica, Neurobiologia e Matematica dell’Arte, gli scenari di indagine scientifica dei due autori-scienziati , operativi alla University Collage di Londra…. Insomma, roba invece assai rigorosa e paradossalmente sempre più scorrendo il testo. mai prevedibile. Se per gli autori, con tanto di esperimenti, oggi, dopo le neuroscienze, persino la Bellezza è potenzialmente e non solo quantificabile, sconcerta e meraviglia certo assioma di partenza, via via, appunto articolato in un continuum danzante, tra metodologie neopositiviste estreme e riletture dell’arte contemporanea e persino d’avanguardia – e non solo- che confermerebbero (in uno speciale e avvincente diversamente gioco cibernetico, feedback e retroazione) quest’ultima e l’opera d’arte “classica” in sé, come la migliore prova sperimentale per la conoscenza scientifica della cosiddetta mente umana, oggi inferibile finalmente dalla complessità del cervello, da una… (1+1 =2) imprevedibile poetica delle sinapsi, dei neuroni. I neuroni specchio in particolare come sorta di transfert scientifico peculiare nell’artista (un capitolo approfondito proprio sulla ancora recente scoperta di quest’ultimi e le sue implicazioni molto concrete nelle dinamiche interpersonali e -appunto- anche per la dimensione estetica). Marcel Duchamp e la rivoluzione dadaista (nel 2016 il centenario) neuroscienziati ante litteram, tra i focus del volume, come un arcobaleno extraterrestre, irradiano subito orizzonti inediti, ammalianti, ci pare, sia per gli amanti dell’arte che per la scienza creativa… Oppure scansioni o zoom su nomi celebri del primo o secondo novecento, o post 2000: Paul Klee, Pablo Picasso, Francis Bacon, James Pollock, Alberto Giacometti, Sol Witt, Jean Tinguely,, anche estremi, Cindy Sherman, Marina Abramovic, Gina Pane, Vittorio Acconci. Marta dell’Angelo. Riferimenti meta-estetici degli autori anche a diversi noti critici o studiosi quali S. Argentieri, E. Boncinelli, R. Bodei,, V. Gallese, A. Pinotti, N. Shenkar, ecc. Inoltre, come accennato, “l’arte come prodotto del/dal/nel cervello”, ovviamente non una magari mutazione trasparente e riconoscibile dalla Modernità: Tra riferimenti tecnico scientifici ancora poco noti al grande pubblico, almeno nelle sue possibili estrapolazioni – come nel libro in questione – artistiche, certa “pulsione” o combinatoria creAttiva attraversa – per forza di scienza e bellezza – la produzione estetica dai… graffiti (o petroglifici persino) al computer! E quindi link precisi che spaziano dall’arte primitiva stessa al Classicismo – al proto/post Rinascimento, Dante e Beatrice, Botticelli e Michelangelo, letterati postromantici o del ‘900, Balzac, Oscar Wilde… Silvia Plath, eccetera… L’opera aperta, in sintesi, della grande letteratura o poetica, anche archetipica, atemporale, tutto l’infinito significante tra Zero e Uno (0,1), poi in certo senso “scoperta” e “scavata” dal non figurativo contemporaneo, fino all’arte più sperimentale del secondo novecento e quella elettronico-digitale del duemila, riflette molto concretamente, come funziona il Cervello, nel suo costante miglior adattamento ecosistemico, sorta di danza neuronale e sinaptica tra assimilazione delle informazoni ipercomplesse e traduzione ultrasintetica e compressa ( Reset incluso) necessari per non subire crash … memoria insufficiente con una metafora Computer… In principio il Caos, il Cervello un artista darwiniano, sempre diversamente predatore ricercatore per certo equilibrio funambolico… sempre provvisorio e dinamico! Altro quindi che Arte Astratta, secondo i pregiudizi ancora prevalenti, l’arte contemporanea, anzi, altra Connettonica (non solo Immaginaria a quanto pare e via parallela, alla conoscenza, l’opera d’arte quasi simbiotica con il metodo scientifico…).
Verso, infine, una estetica scientifica prossimo ventura? Obiettivo, e Orizzonte poi, a ben vedere tacitamente almeno tracciato anche nella critica d’arte e gli estetologi, spesso nel Novecento (oltre- come appena visto dagli artisti o scrittori- dai futuristi alla musica elettronica al cinema e la fantascienza, Valery, Marinetti, Stockausen, Kubrick, Tarkowsky, Asimov, Dick…): gli stessi Raimondi, Moles, Lotman, Enzensberger, ecc- , fino a certo futurismo transumanesimo critico contemporaneo, N. Vita More, B. Sterling, Z. Istvan, R. Sawyer, in Italia V. Conte, A. Saccoccio, R. Campa, R. Guerra . Tutti- critici e artisti di ieri o oggi, solo indicativi tra molti. Orizzonte… del XXI secolo, in questo rivoluzionario “libello”, quasi codificato dai 2 autori scienziati- de “La Bella e la Bestia. Arte e Neuroscienze”…

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