@AstroSamanta è a casa, il commento degli astronauti Nespoli e Vittori

“Pensate che per addestrarsi a stare 6 mesi sulla Stazione ci vuole un anno di tempo e per addestrarsi a un’ora e mezza di rientro ci vuole lo stesso tempo”

Con l’atterraggio in Kazakhstan si è conclusa la missione Futura, la seconda di lunga durata dell’Agenzia spaziale italiana sull’Iss, la decima in totale per un astronauta italiano. Quella di Samantha Cristoforetti, astronauta Esa e capitano pilota dell’Aeronautica militare, è stata una missione caratterizzata da record e grandi successi scientifici per tutta l’Italia, come ha sottolineato in collegamento telefonico con askanews un altro astronauta dell’Esa, Paolo Nespoli.

LaPresse/Marco Cantile
LaPresse/Marco Cantile

“Samantha ha fatto molto bene – ha detto – ha portato questa missione nelle case di tutti e ha fatto vedere una cosa importante: un esempio di come si possano fare le cose bene, seriamente, dare un contributo importante, sia personale che come nazione a un progetto importante che è quello di portare l’Umanità nello Spazio”.
L’atterraggio di @AstroSamantha è avvenuto come da programma alle 15:44 dell’11 giugno 2015. Il rientro della Sojuz Tma-15M era iniziato circa 3 ore prima con il distacco dall’Iss, una fase sempre molto delicata come hanno ricordato lo stesso Nespoli e il colonnello dell’Aeronautica e astronauta Esa, Roberto Vittori.
“Il rientro – ha spiegato Nespoli – è una delle attività complesse che ci attendono durante la missione spaziale. Pensate che per addestrarsi a stare 6 mesi sulla Stazione ci vuole un anno di tempo e per addestrarsi a un’ora e mezza di rientro ci vuole lo stesso tempo. Questo vi dà un’idea di quanto complessa e critica sia l’attività”.
Roberto-Vittori-Astronauta-italiano“Nel caso della Sojuz – ha aggiunto il colonnello Vittori – il rientro è la fase più forte, sfortunatamente capita alla fine della missione, quindi chi è rimasto per mesi a bordo della Stazione spaziale in microgravità si trova in difficoltà a doversi ri-immedesimare in quelle condizioni che sono più tipiche dei piloti dei velivoli militari ad alte prestazioni”.
00.04.38 Roberto Vittori, infine, ha fatto anche il punto sullo sviluppo delle nuove navette spaziale che sostituiranno le Sojuz e lo Space shuttle, per l’esplorazione e anche per il turismo spaziale.
“In prospettiva futura Shuttle e Sojuz rappresentano due modi complementari di operare al di fuori dell’atmosfera, lo shuttle è il progenitore del trasporto di futura generazione. Gli aeroplani tenderanno a diventare sempre più spazioplani, la Sojuz perché più robusta avrà sempre un ruolo fondamentale come scialuppa di salvataggio da e verso la Iss o comunque per l’esplorazione di Marte o per continuare l’esplorazione oltre le orbite basse”.