Caldo record in Pakistan: il bilancio supera i 1000 morti

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Per oggi si prevede che la temperatura massima arrivi a 40 gradi. L’eccezionale ondata di caldo coincide con il Ramadan, mese sacro di digiuno per i musulmani

E’ ormai di più di mille morti il bilancio dell’ondata di caldo record che ha colpito il Pakistan e soprattutto la provincia meridionale del Sindh e la sua megalopoli Karachi. Le ultime notizie riportate dal sito web del giornale locale Dawn parlano di almeno 1.011 morti da sabato scorso. Solo a Karachi, città da 20 milioni di abitanti, si registrano 950 morti. Ieri le vittime sono state almeno 229. Da sabato scorso le persone finite in ospedali o cliniche private a causa del caldo record sono state più di 40mila. Per oggi si prevede che la temperatura massima arrivi a 40 gradi. L’eccezionale ondata di caldo coincide con il Ramadan, mese sacro di digiuno per i musulmani, e a rendere tutto più difficile per gli abitanti di Karachi sono le frequenti interruzioni di elettricità a causa della grave crisi energetica che affligge il Pakistan da anni. Mentre cresce il malcontento contro il governo, sotto accusa per non aver rispettato le promesse di risolvere il problema delle continue interruzioni di energia, ieri un importante leader religioso di Karachi è intervenuto con una fatwa in cui solleva i musulmani dall’obbligo di digiuno durante il Ramadan. “L’Islam consente agli anziani, ai malati, alle persone deboli di non seguire il digiuno in condizioni difficili” e “non bisogna rischiare la vita”: è il messaggio arrivato dal mufti Naeem, leader religioso della madrasa Binori di Karachi, considerata tra le principali del Pakistan. A Karachi la maggior parte delle vittime dell’ondata di caldo è morta per disidratazione.