Caldo sempre più estremo sui deserti del Medio Oriente, sfondato il muro dei +50°C in Iran e Emirati Arabi Uniti

MeteoWeb

Registrate temperature di oltre i +50°C all’ombra sia in Iran che negli Emirati Arabi Uniti

Dopo i primi +50.0°C del 2015 raggiunti nel Kuwait, il super caldo nei deserti del Medio Oriente ha di nuovo capitolato nella giornata di ieri, sfornando ben due nuovi over +50°C registrati rispettivamente negli Emirati Arabi Uniti e nel sud dell’Iran. Proprio nel pomeriggio di ieri una massima di ben +50.7°C all’ombra è stata registrata nell’entroterra desertico degli Emirati Arabi Uniti, dove si sono misurate temperature prossime ai +48°C +49°C in prossimità della costa. Fra queste segnaliamo anche i notevolissimi +47.9°C archiviati dall’aeroporto internazionale di Abu Dhabi e dall’aeroporto internazionale di Dubai.

L'estesa onda di calore presente fra l'Iran e la penisola Arabica
L’estesa onda di calore presente fra l’Iran e la penisola Arabica

Procedendo verso l’entroterra desertico, non lontano dal confine con l’Arabia Saudita, il caldo è divenuto veramente estreme, con picchi di oltre +49°C +50°C. Ma il caldo ha duramente colpito, come da previsione, pure l’Iran meridionale e occidentale dove i termometri, localmente, hanno varcato la fatidica soglia dei +50°C all’ombra nelle ore centrali del giorno. Nel pomeriggio di ieri, difatti, molte città del sud e dell’ovest del paese hanno misurato temperature massime particolarmente estreme, oltre il muro dei +48°C +49°C all’ombra. Su tutti spiccano i +50.2°C raggiunti a Minab che, dopo i +50.7°C toccati negli Emirati Arabi Uniti, rappresentano la temperatura massima più alta finora registrata sulla Terra dall’inizio del 2015. Differentemente dai picchi di caldo che si raggiungono nella disabitata “Death Valley”, il punto più caldo del pianeta, queste temperature estreme hanno riguardato città e località abitate, interessando da vicino milioni di iraniani che hanno dovuto sopportare simili valori.

a2_stMa la soglia limite dei +50°C all’ombra, probabilmente, è stata superata anche in diverse vallate e canyon dell’Iran meridionale, dove il caldo si è fatto davvero infernale, grazie anche alla presenza nei bassi strati di masse d’aria molto secche, ben compresse verso il basso dalle notevoli “Subsidenze atmosferiche” prodotte dal potente anticiclone sub-tropicale in quota, legato alla “Cella di Hadley”, che in questo periodo dell’anno domina fra l’entroterra desertico della penisola Arabica, l’area del golfo Persico, l’Iraq e l’Iran. In questi giorni sia l’Iran che l’Iraq, il Kuwait, gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita hanno detenuto le temperature più alte registrate sulla Terra, sottraendo lo scettro alla bollente e inospitale “Death Valley”, come area più calda del pianeta.

Rafravn481In realtà le regioni meridionali e occidentali dell’Iran, fra Belucistan, Makran, Larestan e Fars, inclusa l’area attorno la città di Abadan, vicino al confine iracheno, non sono nuove a potenti ondate di calore in questo periodo dell’anno. Difatti, proprio fra la fine di Giugno e Luglio, l’immensa onda di calore semi-permanente che stagna sopra l’area indo-pakistana (isoterme sui +30°C +32°C a 850 hpa) comincia a spostarsi e traslare verso ovest non appena, da sud, il flusso dell’umido “Monsone di SO” (Monsone estivo indiano) si spinge fino agli stati nord dell’India occidentale e del Pakistan meridionale. La salita, verso latitudini più settentrionali, dei più umidi e temperati venti marittimi monsonici, fin sulle aride regioni dell’India occidentale del Pakistan meridionali, con sconfinamenti fino all’area desertica del Rajasthan, in sostanza contribuisce a spingere e a far arretrare verso est, in direzione dell’Iran meridionale e dell’Iraq, la vasta bolla di aria molto calda e secca, insistente durante il periodo primaverile sull’area indo-pakistana.

dasht_e_kavir__desert__iranNon è un caso se sovente il muro dei +50°C all’ombra in Iraq, come sul Kuwait, in Arabia Saudita, nel sud Iran e negli altri paesi che si affacciano sulle coste occidentali del Golfo Persico, si abbatte proprio in questo periodo dell’anno, nel cuore dell’estate boreale, durante il predominio dell’anticiclone sub-tropicale permanente, legato alla circolazione della “Cella di Hadley”, che sposta il proprio baricentro dalla penisola Arabica verso l’area del Medio Oriente e le vaste distese steppiche dell‘Asia centrale. In concomitanza con la risalita verso nord, tra i 25° N e i 35° N, dell’estesa cintura anticiclonica sub-tropicale, annessa alla “Cella di Hadley”, anche il ramo principale del “getto sub-tropicale” è costretto a transitare a latitudini ancora più elevate, tra l’Europa e l’Asia centro-settentrionale, con un andamento spesso molto ondulato.

Cielo offuscato dalla polvere desertica sopra l'area portuale di Kuwait City
Cielo offuscato dalla polvere desertica sopra l’area portuale di Kuwait City

L’assenza del passaggio del ramo della “corrente a getto sub-tropicale” favorisce una persistenza dei regimi anticiclonico dinamici in quota, con il conseguente accumulo di masse d’aria molto calde e secche, d’estrazione sub-tropicale continentale, sopra le vaste distese desertiche dell’area medio-orientale. L’aria calda e molto secca, in assenza di una ventilazione significativa nella libera troposfera, ristagna fino alla media troposfera, causando un contemporaneo innalzamento dei geopotenziali che tendono a lambire valori elevatissimi in quota (indice di forte stabilità atmosferica che rende i cieli sereni). Alla quota di 850 hpa, tra l’area pakistana e i deserti del Medio Oriente, in questo periodo dell’anno si possono osservare isoterme di +32°C +33°C, nei casi più estremi sono evidenti anche termiche di +35°C +36°C. Tutto questo accumulo di calore, fino alla media atmosfera, dopo settimane e mesi di prolungato dominio anticiclonico con aria molto secca, origina un ulteriore surriscaldamento delle masse d’aria presenti nei bassi strati, enfatizzato ulteriormente dai fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti che comprimono l‘aria nei bassi strati, scaldandola e deumidificandola ulteriormente) tipici dei regimi anticiclonici dinamici, ben strutturati nell‘alta troposfera.

Mitribah-in-KuwaitSe a ciò poi aggiungiamo la continua insolazione diurna su vastissime distese desertiche, vista la totale serenità dei cieli, e la presenza di aria secchissima in prossimità del suolo, è normale poi che i deserti del Medio Oriente si trasformano in autentici forni a cielo aperto, dove diventa veramente difficile sopravvivere se non si è addestrati o abituati a simili condizioni climatiche cosi estreme. Quando la calura soffocante raggiunte picchi cosi estremi è sempre accompagnata da tassi di umidità relativa molto bassi, che possono scendere anche al di sotto della soglia minima del 5 % 4 % nelle ore centrali del giorno (il limite strumentale è del 3 %). In tali condizioni di caldo “torrido” e feroce diventa veramente difficile riuscire a svolgere qualsiasi tipo di attività umana. Probabilmente solo le popolazioni arabe del Medio Oriente, abituate da secoli a convivere con il clima estremo del deserto, sono maggiormente predisposte a sopportare delle situazioni a dire poco estreme, apportando semplici accorgimenti.

Deserto del Kuwait non lontano dal confine con l'Iraq
Deserto del Kuwait non lontano dal confine con l’Iraq

Fra questi, quello fondamentale, è di evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata. Chi trasgredisce spesso può incorrere a colpi di calore che possono risultare pure mortali. Il gran caldo che ha colpito molte aree dell’Iran occidentale e meridionale tenderà ad attenuarsi nei prossimi giorni, anche se in molte località del sud si continueranno a registrare temperature massime sopra i +47°C +48°C. La cappa di calore che ha investito l’Iran tenderà a spostarsi più verso est, dispensando temperature particolarmente elevate lungo le coste affacciate sul Golfo Persico, fra Kuwait e Iraq meridionale, e sull’entroterra desertico Saudita, dove localmente, in condizioni atmosferiche ottimali, si potranno registrate temperature massime prossime al muro dei +49°C +50°C all’ombra.