Cibo e salute: a Expo 2015 il convegno “Back to basics”

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“Ritorno alle basi”, è il convegno in cui esperti dell’alimentazione sfateranno i miti sul trinomio cibo, salute e dieta: nessun alimento deve essere demonizzato o definito  “colpevole”

Esistono cibi buoni e cattivi per la salute? Qual è la nutrizione ideale? Sono alcune delle domande che da anni ruotano attorno al tema dell’alimentazione. Riflessioni che offrono lo spunto di partenza per il convegno scientifico organizzato oggi nell’ambito di Expo 2015 a Milano da Soremartec: in occasione del “Meeting on nutrition – The new challenge: ‘Back to basics’ Scientific evidence & Daily food for a better life”, studiosi e scienziati di fama internazionale sono chiamati ad offrire il loro contributo, partendo da un presupposto fondamentale: l’imprescindibilità dell’evidenza scientifica in qualsiasi approfondimento in materia alimentare e nutrizionale. Cosa esiste di scientificamente provato su questo tema? Secondo Dennis Bier dell’American Journal of Clinical Nutrition, l’unica evidenza è che “alla base del sovrappeso e del sottopeso ci sia uno sbilanciamento tra calorie consumate e calorie ingerite.

dieta mediterraneaNegli ultimi decenni, numerose politiche nutrizionali e linee guida derivanti da esse hanno tentato di distillare concetti complessi in semplici e pratiche raccomandazioni volte a influenzare lo stile di vita delle persone. A queste vanno sommate le discussioni sul concetto di nutrizione “ideale”, in corso, ormai, da molto tempo. Al meeting “Back to Basics” si affronta il problema nella sua complessità con il contributo di medici, scienziati ed autorevoli esponenti del mondo dell’alimentazione, della nutrizione e del benessere. Tra questi Robert Gibson, professore presso il Dipartimento “Functional Food Science” School of Agriculture, Food and Wine, dell’Università di Adelaide, Carlo La Vecchia, Professore Straordinario di Epidemiologia presso il Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell’ Università di Milano, Sumantra Ray, Medico Nutrizionista, Ricercatore in Nutrizione Umana (HNR) al Medical Research Center (MRC) di Cambridge Christine Venter, Prof.ssa di Fisiologia della Nutrizione presso la North-West University, Dipartimento di Scienze della Salute a Johannesburg, Luc Tappy, Prof. Ordinario di Fisiologia presso il Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Losanna, Raanan Shamir Prof. di Pediatria presso la Facoltà di Medicina Sackler, Università di Tel Aviv.

cibo-bambiniAl centro del convegno il concetto generico di dieta equilibrata, imprescindibile nonostante le differenze dei regimi alimentari nel mondo. Significativo, in questo specifico campo, il contributo di Gibson, secondo cui “le linee guida che si concentrano su specifici nutrienti devono essere valutate criticamente: il cibo va considerato nella sua complessità e all’interno di modelli alimentari. Il concetto generico di alimentazione equilibrata – continua Gibson – è imprescindibile e deve considerare l’interezza dei cibi e della dieta e, soprattutto, non concepisce la demonizzazione del singolo nutriente, come invece è avvenuto nel recente passato con i grassi e sta avvenendo con lo zucchero”.

cosa-mangiare-rimaneresvegliUn ulteriore focus riguarda l’approccio riduzionista al singolo macronutriente, che ha mostrato recentemente e continuamente i propri limiti nel fornire linee guida nutrizionali. Al giorno d’oggi è un dato di fatto che le buone raccomandazioni nutrizionali e le conseguenti pratiche devono focalizzarsi su un approccio olistico, per evitare che si formino convinzioni generalizzate prive di qualunque supporto scientifico, da cui scaturiscono dannose campagne di demonizzazione del singolo nutriente, a cui bisogna fermamente opporsi. Un caso esemplificativo in questo senso è quello dello zucchero che ha recentemente rimpiazzato i grassi nell’immaginario collettivo dell’alimento “colpevole”. Secondo il professor Tappy “nell’ottica riduzionista il singolo ingrediente ha, nel passato, assunto un ruolo che le recenti acquisizioni sui grassi mette in grande dubbio. Oggi lo zucchero – continua lo studioso – sembra sostituire i grassi, ma senza un approccio olistico che valuti la alimentazione nella sua totalità è facile prevedere che presto anche tali presunzioni saranno smentite dalla scienza”. A supporto delle critiche all’approccio riduzionista arrivano anche le considerazioni di John Ioannidis, studioso di statistica, che esprime giudizi molto severi sugli studi osservazionali (epidemiologici), che risulterebbero “metodologicamente inadatti a dimostrare eventuali rapporti causa effetto tra manifestazioni legate alla salute e consumo di singoli nutrienti”. Gli studi clinici controllati, che sono tradizionalmente considerati capaci di dimostrare tale effetto, hanno, secondo Ioannidis, una durata troppo breve o un numero di soggetti troppo piccolo per fornire indicazioni di carattere generale traducibili in linee guida o in politiche di indirizzo o regolamentazione della alimentazione.