Clima: il taglio delle emissioni della Cina entro il 2030 è un obiettivo possibile

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Imposte su combustibili fossili ed un prezzo sulle emissioni di carbonio: sarebbero queste le politiche aggressive che la Cina dovrà attuare se vuole rispettare l’accordo preso con Obama

L’obiettivo di Pechino di tagliare le emissioni entro il 2030 e’ possibile, a condizioni di politiche aggressive, e i costi per raggiungere questo traguardo avranno un impatto modesto sulla crescita economica della Cina. Lo sostiene un rapporto realizzato da ricercatori del Mit e dell’Universita’ Tsinghua di Pechino, che hanno sviluppato un modello per verificare come la Cina, il maggiore produttore al mondo di CO2, possa rispettare l’impegno preso con il presidente Usa Barack Obama per ridurre le emissioni, valutandone anche i costi. Gli scienziati hanno sviluppato un nuovo modello energetico-economico a livello mondiale che rappresenta in modo dettagliato anche il sistema energetico, l’attivita’ industriale e i flussi commerciali della Cina. E sono giunti alla conclusione che un taglio di emissioni entro il 2030 e’ realistico, ma solo con particolari condizioni. “Per raggiungere i suoi obiettivi al 2030, la Cina dovra’ adottare misure aggressive, tra cui l’introduzione di un prezzo sulle emissioni di carbonio a livello nazionale e la la preparazione per il dispiegamento sicuro ed efficiente di energia nucleare e rinnovabile su larga scala”, ha sottolineato Valerie J. Karplus, ricercatrice al MIT e direttore del Tsinghua-MIT China Energy and Climate Project. Secondo i ricercatori, in uno scenario con sforzi avanzati, che prevede tra l’altro imposte sui combustibili fossili e un maggiore utilizzo dell’energia nucleare, le emissioni di CO2 dovrebbero stabilizzarsi tra il 2025-2035 a 10 miliardi di tonnellate, circa il 20% in meno rispetto ai livelli attuali. Il prezzo del CO2 salira’ dai 38 dollari a tonnellata nel 2030 ai 115 dollari nel 2050. E per raggiungere l’obiettivo del 2030 l’economia dovra’ pagare un costo limitato: i consumi domestici entro il 2050 aumenteranno del 2,6%, un impatto modesto sullo sviluppo economico del Paese.