Clima: oggi a Bonn la conferenza preparatoria per COP21 Parigi

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Per arrivare a un consenso effettivo sulle regole che dovranno far da cornice alla lotta contro il riscaldamento climatico a partire dal 2020 “il cammino è ancora lungo”

Si apre oggi a Bonn una sessione di lavori intermedia ma decisiva in vista della Conferenza sul clima di Parigi di dicembre. Christina Figueres, responsabile per il clima alle Nazioni Unite, Laurent Fabius, ministro francese degli Esteri e futuro presidente della COP21, Manuel Pulgar-Vidal, ministro dell’Ambiente del Perù, che ha presieduto la Conferenza di Lima (COP20), daranno il via ai lavori che dureranno fino all’11 giugno.
La base di lavoro per le 195 delegazioni presenti è un testo siglato a febbraio a Ginevra di 80 pagine, contenente opzioni talvolta ridondanti e contraddittorie, sul quale è assolutamente necessario apportare tagli e chiarimenti. “Se verranno mantenute le sezioni più ambiziose (di quel testo) avremo un accordo che potrà promuovere una trasformazione globale verso un futuro verde, a basse emissioni, e sostenibile”, ha affermato in un comunicato Mattias Södeberg, responsabile della delegazione di Act, una coalizione che riunisce le organizzazioni ambientaliste di 140 Paesi.
Per arrivare a un consenso effettivo sulle regole che dovranno far da cornice alla lotta contro il riscaldamento climatico a partire dal 2020, tuttavia, “il cammino è ancora lungo”, ha sottolineato l’economista britannico Nicholas Stern, fautore di una sterzata effettiva degli investimenti verso tecnologie e infrastrutture a basse emissioni di CO2. Al centro dei negoziati vi sono dossier molto complessi: qual è l’obiettivo di riduzione dei gas a effetto serra di lungo termine per essere coerenti con un aumento globale delle temperature limitato a 2 gradi? Come chiedere un impegno serio a tutti i Paesi tenendo conto contemporaneamente dei bisogni energetici crescenti dei Paesi emergenti? Come formulare i parametri per gli aiuti infrastrutturali alle conseguenze dei cambiamenti climatici come siccità, innalzamento del livello del mare, eventi climatici estremi? Come verificare l’effettiva messa in opera delle politiche per diminuire le emissioni? Infine resta particolarmente spinosa la questione dei finanziamenti pubblici per ridurre i gas serra e per la risposta all’impatto del riscaldamento climatico, poiché molti Paesi, soprattutto quelli più poveri, esigono degli impegni, soprattutto finanziari, più forti da parte dei Paesi sviluppati. Su questo argomento si cimenterà anche il G7 in programma il 7 e l’8 giugno sempre in Germania.