Clima: sempre più caldo e meno piogge, il Comune “prepara” Bologna

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La città adotterà un “Piano di adattamento al cambiamento climatico”: per i prossimi anni si punterà a ridurre sprechi di acqua civili, agricoli ed industriali

Nei prossimi decenni Bologna diventera’ una citta’ piu’ calda e meno piovosa. La parola d’ordine per il Comune diventa quindi risparmiare il fiume Reno, ad esempio usando le acque del Po per irrigare i campi o innaffiare i Giardini Margherita con acqua non potabile (come quella piovana). Bologna e’ la prima grande citta’ italiana ad essersi dotata di un Piano di adattamento al cambiamento climatico, presentato oggi in Sala Borsa da Patrizia Gabellini, assessore comunale all’Ambiente. Presente anche Erasmo D’Angelis, coordinatore dell’unita’ speciale ‘Italia Sicura’ del Governo, che portera’ l’esempio di Bologna ai prossimi Stati generali sui cambiamenti climatici, a Roma. Sono tre, secondo il Comune, i punti vulnerabili per il capoluogo emiliano: la siccita’ e mancanza d’acqua; ondate di calore; dissesto idrogeologico. Per i prossimi anni, quindi, si punta a ridurre i prelievi d’acqua, limitando ancora le perdite della rete di distribuzione (oggi e’ al 27%) e riducendo i consumi civili, agricoli e industriali, ad esempio per il progetto Fico. Ma si pensa anche a recuperare l’acqua piovana per usi non potabili (per irrigare i Giardini Margherita, appunto) e a utilizzare risorse idriche alternative. Ad esempio, con la Bonifica Renana si sta studiando un possibile prelievo dal Po per usi agricoli, come gia’ avviene in Romagna. Il Comune ha gia’ messo in cantiere anche un lavoro di risanamento dei torrenti e dei canali cittadini tombati, come l’Aposa e il Fiaccalcollo, soprattutto per impedire gli scarichi abusivi da parte degli edifici e ripulire cosi’ le acque. Ci sono poi progetti di raccolta e gestione intelligente delle piogge, come ad Agraria o nel nuovo insediamento commerciale di via Larga.

BolognaOltre alla riduzione del consumo di suolo, poi, uno degli obiettivi e’ la riduzione delle superfici impermeabili. Contro il calore, invece, il Comune di Bologna punta all’incremento di aree agricole in citta’, orti urbani, alberi e zone verdi, sfruttando anche i progetti di riqualificazione degli spazi pubblici o di trasformazione urbanistica. Ma buona parte del piano contro il cambiamento climatico si basa su una maggiore informazione e consapevolezza da parte dei cittadini, sui comportamenti da tenere in caso di rischio e per sensibilizzarli nel risparmio dell’acqua. Negli ultimi anni, a Bologna si e’ registrata una tendenza all’aumento delle temperature minime e massime, nell’ordine di 0,3 gradi al decennio. Le piogge sono in diminuzione in inverno, primavera ed estate, mentre in autunno si e’ osservato un lieve aumento. Il numero di giorni consecutivi senza pioggia e’ aumentato in estate, quando si assiste anche a una maggiore frequenza di eventi a precipitazione intensa. Gli scenari futuri mostrano un aumento delle temperature a Bologna di circa due gradi nel periodo 2021-2050, mentre a fine secolo il rialzo sara’ piu’ marcato (tre gradi). Le anomalie piu’ forti si verificheranno d’estate, tanto che periodi di grande caldo e siccita’ (come nel 2003 e nel 2012) non saranno piu’ eventi rari ma ricorrenti. Il calo delle piogge sara’ piu’ pronunciato nella seconda parte del secolo, quando la riduzione sara’ di circa il 30% in estate rispetto al periodo 1961-1990. Il cambiamento climatico accentuera’ i problemi di disponibilita’ d’acqua (il sistema bolognese dipende dal Reno, che in estate ha gia’ adesso un flusso limitato) e il fenomeno delle isole di calore nelle aree piu’ urbane, piu’ calde della campagna. Inoltre, a causa delle piogge meno frequenti ma piu’ intense, le zone collinari saranno piu’ a rischio frane e alluvioni.