Clima, UE: la conferenza di Parigi sul tavolo del Consiglio dei ministri dell’ambiente

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Le emissioni in discussione interessano molti settori, specie trasporti, industria e agricoltura

Smog e negoziati Onu sul clima protagonisti al Consiglio dei ministri dell’ambiente dei 28 Paesi Ue, lunedi’ prossimo a Lussemburgo. Il primo dibattito affrontera’ la questione dei nuovi tetti nazionali delle emissioni dal 2020 fino al 2030 (NEC), in particolare anidride solforosa (SO2), ossidi di azoto (NOX), composti organici volatili non metanici, ma anche ammoniaca, metano e micropolveri sottili (Pm 2.5). L’obiettivo e’ quello di riuscire a dimezzare il numero di morti stimate in Europa a causa dell’inquinamento dell’aria: 400mila nel 2010. Le emissioni in discussione interessano molti settori, specie trasporti, industria e agricoltura. Non a caso il metano, che rientra nella proposta originale della Commissione europea, e’ stato stralciato dal testo in discussione al Consiglio, che ha anche introdotto sia la possibilita’ di “modificare e adattare i livelli di emissioni del 2025 laddove motivato da ragioni economiche o tecniche dagli Stati membri”, sia piu’ flessibilita’ su una serie di scadenze. Ai ministri dell’ambiente dei 28 lunedi’ tocchera’ anche formulare la bozza della posizione dell’Unione europea alla prossima conferenza Onu sul clima di Parigi, prevista fra fine novembre e dicembre, su cui l’ultimo G7 ha puntato di recente i riflettori. La riunione sara’ l’occasione per fare il punto sull’ultimo round dei negoziati appena conclusi a Bonn.