Con quasi 3.000 persone in quarantena, il periodo massimo di incubazione del virus dovrebbe esaurirsi verso venerdì
La Corea del Sud ha confermato il settimo decesso per la sindrome respiratoria del Medio Oriente (Mers) e segnalato altri otto casi di contagio, al totale di 95. Con quasi 3.000 persone in quarantena, il periodo massimo di incubazione del virus dovrebbe esaurirsi verso venerdi’, secondo gli esperti sanitari, lasciando ipotizzare che il picco del contagio sia stato raggiunto. “Con cautela prevedo che la Mers possa indebolirsi presto”, ha detto il ministro della Salute Moon Hyung-pyo, nel resoconto dei media di Seul. Tutti gli otto nuovi pazienti sono stati infettati dopo essere venuti a stretto contatto con quelli precedentemente diagnosticati in cinque ospedali, tra cui l’Asan Medical Center, uno dei piu’ grandi ospedali di Seul. L’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) ha inviato in Corea del Sud un pool per lavorare al contenimento del contagio: il virus appartiene alla famiglia di coronavirus che include il raffreddore comune e la Sars, e puo’ causare febbre, problemi respiratori, polmonite e insufficienza renale. Un team congiunto di otto esperti sudcoreani e otto dell’Organizzazione ha oggi iniziato a lavorare congiuntamente sul controllo delle infezioni e delle indagini epidemiologiche in casi confermati, visitando gli ospedali che hanno confermato casi o pazienti. La Corea del Sud e’ il Paese con il secondo maggior numero di pazienti Mers dopo l’Arabia Saudita, che ha riportato piu’ di 1.000 casi confermati da quando il virus e’ stato isolato nel 2012. A livello globale, da settembre 2012, l’Oms ha contato 1.185 casi di infezione, di cui almeno 443 decessi correlati. Il ministero della Salute sudcoreano ha assicurato che tusaranno finanziati tutti i costi di diagnosi e trattamento per coloro che hanno contratto la malattia, cosi’ come quelli di quarantena nel caso di sopetto contagio. Mentre e’ salito il numero delle scuole pubbliche chiuse per precauzione, fino ad attestarsi a livello globale a quota 2.200. Il Giappone, intanto, ha istituito gruppi di lavoro presso le rappresentanze diplomatiche in Corea del Sud allo scopo di aiutare i connazionali sull’emergenza, ha annunciato il ministro degli Esteri Fumio Kishida. Una task force e’ al lavoro presso l’ambasciata nipponica a Seul e il Consolato generale di Busan. “Il ministero – ha aggiunto Kishida – continuera’ a tenere sotto stretto controllo la situazione e a fornire informazioni necessarie e tempestive ai cittadini giapponesi all’estero” operando a stretto contatto con il ministero della Salute per prevenire un focolaio del virus in Giappone.


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