Sequenziando i dati ad alta risoluzione, i ricercatori hanno compreso che nell’epidemia in fase avanzata c’erano stati pochi scambi tra una nazione e l’altra
Il virus di Ebola e’ stato trasmesso solo tramite il contatto da persona a persona, ed e’ mutato soprattutto all’inizio dell’epidemia. A mostrarlo la mappa genetica del virus completata da ricercatori americani guidati da Danny Park dell’universita’ di Harvard, che hanno sequenziato oltre 200 campioni di genomi di virus nei primi di giorni dell’epidemia, a giugno 2014. ”Abbiamo tracciato – spiega Pardis Sabeti, responsabile dello studio – i movimenti del virus nelle prime tre settimane dell’epidemia in Sierra Leone. Ora sappiamo come si e’ mosso e cambiato nel lungo periodo”. Sequenziando i dati ad alta risoluzione, i ricercatori hanno compreso che nell’epidemia in fase avanzata c’erano stati pochi scambi tra una nazione e l’altra. I contatti tra un confine e l’altro possono aver alimentato l’epidemia nei primi giorni, ”ma – continua – una volta in corso, il virus non e’ migrato nei modi in cui molti avevano previsto. Il che e’ rassicurante, perche’ dimostra che le misure per contenere il virus ai confini possono funzionare e bisogna concentrarsi sui movimenti interni”. La mappa del virus offre dati anche sulla sua evoluzione nell’epidemia. All’inizio, quando si diffondeva rapidamente, ha accumulato molte mutazioni, di cui una quota sproporzionata puo’ aver colpito la funzione delle proteine. Molte di queste potevano danneggiare il virus, ma l’epidemia non e’ andata avanti abbastanza a lungo perche’ la selezione naturale le eliminasse. Nel piu’ lungo periodo si e’ visto che molte di queste mutazioni non duravano molto, e che il tasso di ricambio nel genoma del virus si allineava con quello atteso per un periodo piu’ lungo. ”Ebola non e’ mai stato esposto agli uomini per troppo tempo, e attraverso cosi’ tante trasmissioni – continua Park – ha iniziato a eliminare le mutazioni che non gli erano di aiuto”. I ricercatori hanno anche trovato tracce di enzimi umani che mofidicavano il genoma del virus. Cosa che non si era mai vista prima per Ebola, ma solo per altri virus che hanno lunghe interazioni con gli uomini.


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