Epidemia di Mers in Corea del Sud: erede Samsung si scusa in tv

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“Il Centro medico Samsung ha fallito nel tentativo di controllare l’infezione e la diffusione del virus”

L’erede presunto del gigante sudcoreano Samsung si è scusato per il fatto che uno degli ospedali del gruppo è diventato l’epicentro dell’epidemia di coronavirus Mers, che ha provocato 27 morti in Corea del Sud. In totale, 175 contagi sono stati confermati nel Paese dalla prima diagnosi effettuata il 20 maggio scorso su un uomo di ritorno dall’Arabia Saudita, principale focolaio del virus. La metà dei casi è stata registrata nel Centro medico Samsung di Seoul.
“Il Centro medico Samsung ha fallito nel tentativo di controllare l’infezione e la diffusione del virus, cosa che ha provocato un grande dolore e gravi preoccupazioni agli abitanti”, ha dichiarato Jay Y. Lee, vice presidente di Samsung Electronics.
“Presento le mie scuse, a testa bassa”, ha detto prima di inchinarsi solennemente davanti alle telecamere della televisione. Jay Y. Lee ha promesso di esaminare tutte le procedure in vigore nell’ospedale, uno dei più prestigiosi del Paese. Lee, che guida la Fondazione a cui fa capo l’ospedale, ha anche promesso di fornire tutti i mezzi possibili per trovare un vaccino. Jay Y. Lee è l’unico figlio del leader del gruppo Samsung, Lee Kun-Hee, che è ricoverato da oltre un anno a seguito di problemi cardiaci.
La Corea del Sud è il Paese più colpito dal coronavirus Mers dopo il regno saudita dove più di 950 persone sono state contaminate dal 2012 e più di 400 sono decedute, secondo l’Oms.