“I rischi per il nostro organismo derivano piuttosto da una dieta sbilanciata, un problema ancora diffuso in Italia, che viene sottovalutato”
“Non demonizziamo l’olio di palma, di cui si parla tanto e si conosce poco, ma piuttosto le malsane abitudini alimentari”. Questo il messaggio lanciato da Luciano Atzori, segretario dell’Ordine nazionale dei biologi (Onb), in occasione della conferenza ‘Sicurezza degli alimenti, certezza della salute’, organizzata dall’Onb all’Expo di Milano. “L’olio di palma può avere proprietà benefiche per la salute – precisa Atzori – purché non si superino le dosi consigliate dagli esperti. I rischi per il nostro organismo derivano piuttosto da una dieta sbilanciata, un problema ancora diffuso in Italia, che viene sottovalutato. E’ inutile eliminare dalla propria dieta l’olio di palma se poi si segue un regime alimentare ricco di carne rossa, salumi, formaggio e cioccolati, che non devono superare il 10% del fabbisogno calorico quotidiano”. “L’olio di palma – spiega il biologo – contiene grassi saturi che, presi nella giusta percentuale, forniscono apporto energetico al nostro corpo, mantengono costante la temperatura corporea e danno il giusto equilibrio alle cellule. Inoltre, circa 8 prodotti alimentari su 10 per bambini, come il latte liofilizzato, contengono in quantità ridotte l’olio di palma. E poi, come tutti gli oli vegetali, quello di palma è privo di colesterolo e viene utilizzato dai vegani. Fino ad ora – riflette Atzori – nessun organo preposto alla vigilanza sanitaria ha preso ufficialmente posizioni contro l’olio di palma”. Secondo il segretario dell’Ordine dei biologi, “manca una corretta informazione verso il cittadino. Pochi sanno che esistono 3 tipi di olio di palma. Il primo, quello grezzo, ricavato dalle palme presenti prevalentemente in Malesia e Asia, è di colore rosso, ricco di antiossidanti e di betacarotene. Questa tipologia non viene utilizzata dall’industria, ma venduta in alcuni distributori sotto forma di integratori”. “Poi c’è l’olio di palma raffinato attraverso processi fisico/chimici, di color bianco paglierino: è quello preso di mira, utilizzato nelle merendine, nei biscotti e nell’industria agroalimentare. Infine – conclude Atzori – ci sono i semi essicati, macinati e raffinati, da cui si ottiene l’olio di semi di palma che contiene meno acidi grassi saturi e viene utilizzato prevalentemente nell’industria dolciaria. Ma ne esistono anche applicazioni alternative, come integratore, nella cosmesi e si sta testando l’uso come combustibile”.


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