Un’indagine di Waste Watcher realizzata su mille famiglie fra il 25 e il 27 maggio attesta progressi significativi nella cultura ambientale del Paese
Vale 2.060 miliardi di euro all’anno lo spreco mondiale di cibo, dal residuo in campo fino alla produzione e distribuzione. In Italia lo spreco nella grande distribuzione, cioe’ in negozi e supermercati, vale il 3,3 per cento del Pil mentre quello nelle case lo 0,5 per cento. Sono i dati dell’Osservatorio nazionale Waste Watcher (Last Minute Market con Swg) presentati oggi a Expo nell’ambito del progetto “Knowledge for Expo”. Presenti al convegno, fra gli altri, il sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani e Andrea Segre’, agroeconomista e fondatore di Last Minute Market. Secondo Segre’ “nella pattumiera di casa ogni anno bruciamo cibo per oltre otto miliardi e mezzo di euro”. Ma un’indagine di Waste Watcher realizzata su mille famiglie fra il 25 e il 27 maggio attesta progressi significativi nella cultura ambientale del Paese: il rispetto dell’Ambiente e’ una ‘necessita” per 1 italiano su 2 (52%) e un ‘valore’ per il 38% degli italiani. Inoltre secondo l’indagine 1 italiano su 3 e’ disposto a spendere di piu’ per assicurarsi la qualita’ del cibo che acquista. Il rapporto evidenzia soprattutto che quattro italiani su cinque (il 77%) insegnano ai loro figli a non sprecare il cibo. “Il nostro oro e’ nel piatto – ha aggiunto Segre’ – ma sprechiamo il 45% della frutta e verdura, il 30% del pesce e il 20% della carne, mentre 10 milioni di italiani vivono e si alimentano in condizioni di poverta'”. Andrea Segre’ ha lanciato un appello affinche’ nella lotta allo spreco in Italia venga inserita “l’educazione alimentare come materia di insegnamento nelle scuole, affiancata nel contempo da una capillare campagna di comunicazione dei cittadini”.


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