La percentuale delle persone interrogate che ritengono le ‘e-cig’ dannose è passata dal 27% al 52%
Il 12% dei cittadini europei ha provato le sigarette elettroniche in passato, ma oggi solo il 2% le usa. Dal 2012 c’e’ stato un aumento del 7% tra chi ha deciso di fumare la ‘e-cig’ e dell’1% per chi ancora ‘svapa’. Gli europei si avvicinano alla sigaretta elettronica per ridurre il consumo delle ‘sorelle’ tradizionali nel 67% dei casi, ma soltanto il 21% dei fumatori e’ stato in grado di ridurre il consumo e il 14% di smettere completamente. Sono i dati pubblicati dall’indagine Eurobarometer, promossa dalla Commissione europea sul consumo di tabacco e sigarette elettroniche in Ue e ricordata oggi a Varsavia dagli esperti intervenuti per il ‘Global Forum on Nicotine’. Il dato italiano rilevato dall’indagine fotografa che oggi l’1% dei cittadini usa la ‘e-cig’, mentre le ha provate l’8% degli italiani soprattutto nella fascia d’eta’ 25-39 anni (13%). A preoccupare gli esperti che studiano la sigaretta elettronica, e che si battono per la diffusione di questi dispositivi come alternativa per aiutare a smettere, e’ il dato evidenziato dall’indagine: la percentuale delle persone interrogate che ritengono le ‘e-cig’ dannose e’ passata dal 27% al 52%. “E’ il frutto di una campagna fortemente negativa che non prende minimamente in considerazione i tanti studi internazionali rigorosi che hanno dimostrato la sicurezza e l’enorme riduzione dei rischi per sceglie le ‘e-cig’ rispetto alla sigarette”, hanno sottolineato i ricercatori.
