Il 2014 è in testa alla classifica degli anni più bollenti davanti al 2010 che è seguito dal 2005 e dal 1998
“A spingere l’accordo sul clima al G7 e’ stata la consapevolezza dell’escalation in atto nel surriscaldamento del pianeta, con il primo quadrimestre dell’anno che e’ stato il piu’ caldo di sempre a livello mondiale”. E’ quanto afferma Coldiretti in riferimento all’accordo sul clima fra i sette leader del G7 di Elmau che prevede di mantenere l’aumento della temperatura globale entro il limite di 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali. Il primo quadrimestre 2015 e’ stato il piu’ bollente dal 1880 – aggiunge Coldiretti – ma e’ solo l’ultimo della serie di record che conferma la tendenza al surriscaldamento del pianeta secondo l’analisi della Coldiretti su dati Noaa, il National Climatic Data Centre. Infatti tra i 10 anni piu’ caldi, da quanto sono iniziate le rilevazioni nel 1880, ben nove – sottolinea la Coldiretti – sono successivi al 2000. Il 2014 e’ in testa alla classifica degli anni piu’ bollenti davanti al 2010 che e’ seguito dal 2005 e dal 1998 e poi a pari merito dal 2013 e dal 2003 e a seguire il 2002, il 2006 e il 2009. La tendenza al cambiamento climatico e’ evidente anche in Italia dove il 2014 si e’ classificato come l’anno piu’ caldo della storia, da quando esistono i rilevamenti climatici nel 1880, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr. L’anno scorso – sottolinea Coldiretti – si e’ registrata una temperatura superiore di 1,45 gradi rispetto alla media “ma che l’Italia ‘abbia la febbre’ e’ confermato che anche nella Penisola ben nove dei dieci anni piu’ caldi sono successivi al 2000. Dopo il 2014 – precisa la Coldiretti – ci sono il 2003, 2007, 2012, 2001, poi il 1994, 2009, 2011, 2000, 2008. “Bisogna affrontare – conclude Coldiretti – i drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano anche con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ed anche l’aumento dell’incidenza di infezioni fungine”.


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