A Trieste inizia il convegno scientifico “PhotonDiag” che durerà fino 10 giugn
Un centinaio di esperti da tutto il mondo sono da oggi a Trieste per parlare di laser a elettroni liberi: una delle tecnologie di frontiera basate sulla luce, che sta aprendo nuovi scenari nelle scienze dei materiali e della vita. L’occasione e’ il convegno ‘PhotonDiag’, che durera’ fino al 10 giugno. E’ organizzato da Elettra Sincrotrone Trieste, centro di ricerca in Area Science Park, dove dal 2010 e’ in funzione Fermi, una delle quattro sorgenti laser a elettroni liberi attualmente in funzione in tutto il mondo. Una si trova al Centro Desy di Amburgo, dove si e’ svolta la prima edizione del workshop. Fermi apre opportunita’ inedite per la scienza dei materiali, fornendo la sonda piu’ luminosa e potente per studiarne le proprieta’. “I laser a elettroni liberi – spiega infatti il fisico Marco Zangrando di Elettra – producono flash di luce incredibilmente intensi, con cui e’ possibile effettuare analisi estremamente avanzate sui materiali. Costituiscono una nuovissima e importante sonda a disposizione degli scienziati, capace di osservare il mondo dei fenomeni ultraveloci e, nello stesso tempo, microscopici che avvengono a livello atomico e molecolare”. “Con ciascun impulso di luce emesso – continua – e’ possibile condurre un esperimento, cosa impensabile con i tradizionali sincrotroni. Con questa sorgente possiamo determinare per esempio la struttura di molecole per creare nuovi farmaci o, in certi tipi di materiali, possiamo creare condizioni limite della materia, simili a quelle che si trovano nel nucleo di pianeti o piccoli stelle: parliamo di temperature altissime, per cui la materia non e’ piu’ nella forma che conosciamo nella vita di tutti i giorni”.


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