Infarto: la rianimazione dai “passanti” raddoppia le probabilità di sopravvivenza

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Lo afferma uno studio svedese pubblicato dal New England Journal of Medicine

In caso di arresto cardiaco trovare un passante che faccia la rianimazione cardiopolmonare raddoppia le probabilita’ di sopravvivenza. Lo afferma uno studio svedese pubblicato dal New England Journal of Medicine, che ha anche verificato che una app sul cellulare e’ efficace nel chiamare a raccolta i volontari piu’ vicini al malato. Nello studio, coordinato dal Center for Resuscitation Science di Solna, sono stati analizzati i dati di oltre 300mila pazienti di tutta la Svezia che hanno avuto un arresto fuori dall’ospedale. In caso di rianimazione immediata, prima dell’arrivo dell’ambulanza, la sopravvivenza a 30 giorni e’ risultata del 10,5%, mentre per chi e’ stato soccorso solo dai medici e’ stata appena del 4%. Per testare la app i ricercatori hanno addestrato 9800 volontari, che sono stati sollecitati dalla app quando si trovavano entro 500 metri da un paziente in arresto. Il programma e’ riuscito ad aumentare la percentuale di pazienti che ha ricevuto il soccorso dal 48 al 62%. “Per avere una ‘copertura’ ottimale di volontari capaci di operare in situazioni simili il 5-10% della popolazione dovrebbe essere addestrata – spiega Mario Costa, presidente onorario della Societa’ Italiana Sistema 118 -. In Italia la situazione e’ a macchia di leopardo, ci sono zone con molti volontari dove ci avviciniamo a queste cifre, altri ne hanno meno. Per questo gia’ da diversi anni abbiamo proposto una legge popolare per l’insegnamento delle tecniche nelle scuole”. La legge e’ stata recepita da due proposte presentate nella scorsa legislatura, che pero’ non sono state approvate. Il disegno di legge sulla scuola approvato alla Camera e ora in discussione al Senato contiene un emendamento che prevede la possibilita’ facoltativa di insegnare il primo soccorso sia nella primaria che nella secondaria.