La diffusione delle malattie infettive “evoca spettri del passato, incombe un’emergenza planetaria”

MeteoWeb

Ad affermarlo è il vicepresidente dell’Istituto Superiore della Sanità, “la resistenza batterica agli antibiotici in uso, cresce sempre piu’, anche per l’impiego indiscriminato di questi farmaci”

“Una emergenza planetaria incombe sull’umanita’, rievocando gli spettri del passato e destando allarme per il presente e l’avvenire: la diffusione – che appare, in atto, irreversibile – delle malattie infettive. Questa critica e preoccupante situazione deve suscitare vigile e consapevole conoscenza in quanto tutti – docenti, specialisti, cultori e professionisti – abbiamo da confrontarsi con questa realta'”. Lo scrive Adelfio Elio Cardinale, vice presidente dell’Istituto Superiore di Sanita’, in un articolo su Az Salute di giugno. “Sovviene alla memoria quanto affermato da G. Cosmacini, che malattia e medicina sono mutabili e modificabili nel tempo: ambedue variabili storiche interdipendenti, del rapporto uomo-natura in ambito individuale, e del rapporto uomo-societa’ in ambito collettivo – prosegue Cardinale -. Malattie che fino ad oggi risolviamo in poco tempo – polmoniti, tubercolosi, gonorrea – si prevede, secondo alcune statistiche di seri istituti, che nel 2050 potranno provocare oltre 10 milioni di morti l’anno. Immaginiamo l’equivalente della popolazione del Belgio, con la scomparsa ogni anno di tutti i suoi cittadini.

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Tutto questo perche’ la resistenza batterica agli antibiotici in uso, cresce sempre piu’, anche per l’impiego indiscriminato di questi farmaci (spesso prescritti con leggerezza dai medici) in caso di diversi stati febbrili”. “A cio’ si aggiunge l’ingestione di cibi con l’assunzione inconsapevole di antibiotici somministrati agli animali come vacche, ovini, maiali, per motivazioni economiche di allevamento. Rapporti mediati entrambi dalla tecnica, dalla scienza, dalla cultura, dalla mentalita’ (e in aggiunta dai fenomeni sociali), tipici di ciascuna epoca. Non a caso una delle piu’ prestigiose riviste mediche del mondo, Lancet, parla di ‘Planetary health’, la salute della terra. Per questa motivazione il medico deve essere sapiente, metho’rios, secondo l’espressione del pensatore ebreo Filone, capace di agire sul confine di due territori, sul crinale di due versanti: uomo e ambiente. Negli Stati Uniti, secondo alcuni dati, la resistenza agli antibiotici fa aumentare la spesa sanitaria di circa 20 miliardi di dollari l’anno – sottolinea Cardinale -. L’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) invita a forti restrizioni contro la vendita senza ricetta e all’incentivo di terapie alternative. Le industrie farmaceutiche, in atto, stanno sperimentando 41 nuovi tipi di antibiotici, ma solo 3 in teoria sembrerebbero attivi contro il 90 per cento dei batteri piu’ resistenti. I costi delle ricerche sono altis simi e le remunerazioni previste moderate. L’Oms, avanza una proposta assai innovativa. La creazione di una specie di Onu del farmaco, pubblico e sovranazionale, che controlli vendite e prezzi, sostituendosi al mercato. Anche Silvio Garattini auspica una trattativa europea per ogni farmaco, al fine di avere costi piu’ bassi – conclude -. In ogni caso, bisogna agire con tempestivita’. E’ questo il percorso per combattere le attuali emergenze planetarie, espressioni anche di fenomeni socio-economici complessi. Diversamente, qualche grande scrittore del futuro descrivera’ le grandi infezioni, epidemie e morie del XX e del XXI secolo: come Tucidide, Lucrezio, Boccaccio, Manzoni e De Foe fecero per il passato”.