Medicina: dai farmaci per i tumori possibili speranze per chi ha la paralisi

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Il danno spesso è permanente perché è molto difficile far ricrescere i nervi nel midollo

Da alcuni farmaci in sperimentazione per il cancro puo’ arrivare una nuova opzione terapeutica per le lesioni al midollo spinale e le paralisi. Alcuni ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno infatti testato sui topi dei medicinali a base di nutline, che hanno fatto ricrescere i nervi nella zona danneggiata del midollo, consentendo il recupero di buona parte della capacita’ di movimento. Attualmente non ci sono terapie efficaci per questo tipo di lesioni, che in alcuni casi danneggiano la capacita’ di sentire o muovere parti del corpo. Il danno infatti spesso e’ permanente perche’ e’ molto difficile far ricrescere i nervi nel midollo. In questo studio invece, pubblicato sulla rivista Brain, si e’ visto che nei topi adulti tali medicinali, rivelatisi sicuri nelle prime sperimentazioni fatte per il cancro, sono in grado di interrompere l’azione di alcune particolari proteine che riducono la crescita dei nervi. Normalmente usate per sopprimere i tumori, le nutline hanno fatto ricrescere i nervi dei topi della zona del midollo colpita, facendo tornare a camminare su una scala a pioli il 75% dei roditori prima paralizzati. I topi a cui non e’ stata somministrata questa terapia invece hanno avuto solo un lieve recupero dei movimenti. ”A differenza che negli arti, i nervi del midollo spinale – spiega Simone di Giovanni, coordinatore dello studio – non si rigenerano dopo una lesione. Stiamo iniziando ora a capire le ragioni alla base di questa differenza. Abbiamo identificato un meccanismo che controlla la rigenerazione dei nervi, e ci sono gia’ farmaci sperimentali che hanno questo come bersaglio terapeutico, che suggeriscono di portare tali risultati nella pratica clinica”. Prima pero’ che si possa arrivare ad una sperimentazione sull’uomo, precisa lo studio, si dovranno aspettare almeno 10 anni, e continuare gli studi sui ratti, il cui midollo spinale somiglia di piu’ a quello umano.